Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

Il Filebo di Platone

 

Soprattutto negli anni della tarda maturità, Platone ha spiegato queste cose con evidente chiarezza, ma anche con quel tono vagamente misterioso che fa di lui un grande scrittore. Quello che ci dice… può forse sorprendere… nella sua formulazione: il rapporto che ha il bene con il bello…. Il bene non è soltanto ciò che sta oltre, ciò che trascende l’imperfezione e la contingenza delle cose terrene, la mutevolezza, fugacità e transitorietà degli eventi che si succedono. Il bene non è solo questa "ulteriorità", bensì è qualcosa che può collocarsi anche nel flusso degli eventi mondani. C’è un dialogo del vecchio Platone che voglio richiamare alla memoria: il Filebo, che pone esplicitamente la questione dell’esistenza virtuosa e ne inquadra la problematica in un’ottica di questo genere: il bene della vita è certamente una mescolanza; non è il puro vivere per determinati scopi, come il sapere o l’intuizione del vero. Esso è piuttosto la somma di visione (di gioia di vedere)… di vivacità… godimento, piacere, serenità: è tutto questo insieme. In questo dialogo platonico (condotto, ancora una volta, da Socrate) viene a galla questa verità: non c’è solo il mondo dei numeri ideali e dei loro reciproci rapporti e poi, accanto ad esso, separato, un mondo… di eventi mutevoli; esiste piuttosto un intreccio di queste due cose, vale a dire il ricomporsi… del dissidio multiforme in armonica unità. Qui risuona, una volta di più, la voce di Eraclito che disse: "l’armonia nascosta è più forte di quella manifesta". È l’armonia della bellezza. Questo è il fine di cui parla Diotìma nel Simposio, definendola l’idea più elevata,… il bello in quanto tale. Ma che cos’è il bello come tale, se non la bellezza che è propria di tutte le cose belle?

Il bello in sé non è certo qualcosa di astratto, di universale, né si identifica con le cose: è piuttosto l’armonia che appare dappertutto.