Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

Il Parmenide di Platone

Platone scrisse un dialogo intitolato a Parmenide, uno dei più grandi misteri della produzione dialogico-letteraria di Platone. Agli occhi di Hegel questo è il massimo capolavoro della dialettica antica. Secondo il celebre… compagno di studi e amico di Bertrand Russell, Whitehead, l’unico modo per definire la filosofia contemporanea è: "Note a margine su Platone".

[Gadamer tende l’orecchio per ascoltare il verso dei piccioni]

Ci sono dei piccioni che accompagnano, tubando, questa conversazione. Senza dubbio anche il mondo greco non condusse i suoi dialoghi filosofici in appositi locali isolati: si sentivano risuonare le onde del mare, e sicuramente si udiva anche il tubare dei colombi.… E se ora volgiamo la nostra attenzione al dialogo su Parmenide, innanzitutto risulta evidente l’immensa dignità che Platone attribuisce al vecchio Parmenide, poiché questo, con grande superiorità, riconosce al giovane Socrate il genio che lo contraddistingue, e discutendo con lui, lo convince infine di non avere in mente alcuna idea razionale di ciò a cui sempre si tende quando si pensa a queste verità immutabili e ideali di cui prendiamo parte. In che senso vi prendiamo parte? Che cosa sono queste verità, certe e incrollabili? È come se dicessimo: "Sì, noi uomini siamo pieni soltanto delle nostre esperienze. Quello che accade nel mondo dei numeri è sapienza divina. E così ci sono due mondi che non sanno nulla l’uno dell’altro. Non c’è nulla che possiamo conoscere con la precisione dei matematici"! È questa, dunque, l’essenza del pensiero?

Questa premessa induce poi Parmenide a creare un gioco di passaggi dialettici, dal cui fondo emerge qualcosa che, rispetto a tutte le opposizioni e a tutte le variabili, si staglia come una verità superiore; ed è la singolare, sempre inafferrabile e incalcolabile immediatezza dell’intuizione. L’essenza misteriosa dell’istante improvviso, dell’exaífnes, è per noi quasi un’eredità che il pensiero greco ci ha lasciato… per affrontare il nostro futuro. Vi fu un pensatore che per primo colse l’importanza di questo passo, che ci parla dell’istante senza tempo, impossibile da misurare e perciò estraneo all’alternativa fra quiete e movimento. L’essenza di quello che forse potremmo chiamare "attimo", o magari anche "momento", fu riscoperta da quel grande filosofo, e cioè Kierkegaard. Nel suo libro Il concetto dell’angoscia egli ha dedicato una lunga nota a questo passo del Parmenide platonico, mostrando che l’essenza dell’attimo è il mistero della nostra presenza psichica e spirituale, che racchiude e sostiene in sé tutte le differenze.

Tratto dall’intervista Il mistero dell'inizio (Il Cammino della filosofia)