Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

Movimento e tempo in Aristotele

Il movimento come tale! – questo dobbiamo descrivere, esso è due cose: adesso è all’opera, e al tempo stesso già non è più, è l’istante dopo. In altre parole: il movimento dev’essere descritto come intreccio di dynamis ed enèrgheia.

Dynamis: noi conosciamo il termine "dinamica", vale a dire "forza efficiente". È un’espressione frequente nella lingua greca: anche Platone la usa, in passi importanti,… per mostrare che, quando parla dell’essere, intende appunto… la realtà effettiva, e non solo un insieme di rapporti numerici e di relazioni tra figure. Nel Sofista Platone parla della dynamis, di questa capacità di produrre effetti. Aristotele, con l’incredibile acume che lo contraddistingue, ha poi osservato che, pensando insieme le due cose, il non-ancora, che produrrà effetti, e l’essere di ciò che è effettivo (in altri termini il "non-ancora" e l’"essere già") si arriverà a cogliere appieno la natura di ciò che è in movimento.

Lo stesso vale anche per il flusso del tempo; facciamo un esempio: l’attimo (l’istante del tempo) in verità, è già passato? E l’istante successivo – non è ancora? Ecco, proprio questo trapassare dal non-ancora al non-più: questo è l’istante.

Aristotele ha analizzato anche il concetto di tempo, creando un apparato concettuale davvero epocale, che ha esercitato su tutto il nostro pensiero europeo un’influenza decisiva. Qui il tempo è già trattato come una sequenza numerica che scorre parallela al movimento. Proprio così, infatti, Aristotele ha definito il tempo: come il numero del movimento dell’istante. È un’astrazione immensa, se si considera che cos’è la vita e che cos’è il tempo:… per esempio il futuro o il passato – non sono mica semplici somme di istanti! Pensiamo a esperienze come la speranza o l’attesa, oppure a quando ci capita, per un attimo,… di sprofondare in un pensiero, o nella contemplazione di qualcosa di bello! È ben altra cosa il tempo che occupiamo, rispetto a questo tempo astratto!

Con questi esempi desidero solo far capire l’immane spirito fondativo che agisce all’interno del pensiero aristotelico. (E non solo in quello aristotelico, naturalmente). Nel Timeo di Platone affiorano già dei cenni in questo senso (offerti in maniera poetica, con descrizioni vivaci) ma incentrati proprio sull’essenza del tempo. Però in entrambi emerge un aspetto davvero imprescindibile: cominciamo a capire come in questa fisica greca, all’apparenza tanto ingenua… che ci parla di un fuoco nostalgico, desideroso di tornare alle stelle, oppure di pietre che aspirano a ricongiungersi con l’amata Madre-Terra (al di là di queste espressioni ingenue, antropologiche) si esprima già la capacità di astrazione propria dell’Occidente.

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