Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

Gli atomi e l'ordine del mondo

È Lucrezio a mostrarci che Epicuro e la sua scuola discendono in realtà da Democrito. Chiediamoci: come è sorto l’ordine del mondo? Innanzitutto c’era una confusione di atomi e, in sèguito, casualmente, gli atomi hanno iniziato ad aggregarsi. Fu poi da questo punto di partenza che, per così dire, si è sviluppato il mondo. Non mi soffermerò a descrivere, ora, il modo in cui la fisica attuale presenta la nascita dell’universo dopo il "Big bang", ma il quadro d’insieme è simile. Non si tratta di altro che di un caso,… di una deviazione. Epicuro è ancora più estremo in tal senso, in quanto, come aristotelico, ha presente anche tutta la dottrina di Aristotele, e quindi conosce tra l’altro la nozione di caduta. Tutto ciò che è pesante cade, tende verso la terra. Perciò gli atomi sono anch’essi una sorta di continua pioggia di atomi. Però essi non cadono in maniera ordinata, bensì secondo "declinazione". È un termine da non confondere con l’espressione grammaticale a noi nota: esso appartiene alla teoria atomistica. Accade cioè che un atomo, nella sua caduta, finisca per aggregarsi a un altro atomo che gli sta accanto. In questa maniera, lentamente, proprio come direbbe un astrofisico dei nostri giorni, un poco alla volta si genera una differenziazione nella materia originaria, e da questa prende avvio l’intera storia dell’evoluzione dell’universo che negli ultimi decenni molti esperti scienziati sono effettivamente riusciti a descrivere. Ebbene, c’è voluto del coraggio intellettuale per ammettere che questo meraviglioso ordine del mondo fosse un prodotto del caso. A questa concezione si contrappone ovviamente… la convinzione opposta, altrettanto forte, assai rilevante in Platone e in Aristotele, e che non di rado troviamo espressa nei dialoghi: Platone, ad esempio, descrive Socrate nell’atto di rivolgersi a un suo interlocutore con queste parole: "Potresti tu forse immaginare che questo ordinamento, l’alternarsi del sole e della luna, e gli strani movimenti delle orbite dei pianeti, e tutto ciò che accade nel cielo con esemplare precisione possa essere frutto del caso? Dietro tutto questo deve esserci uno spirito ordinatore". Ecco, questa è la sua risposta! Perché, però, Democrito fu sconfitto, e vinse invece la linea di Platone? Il fatto è che Platone era un’anima naturaliter christiana; nella critica all’immagine atomistica del mondo egli poteva argomentare in maniera più convincente, in quanto il popolo, in generale, non era ancora in grado di comprendere un ordine diverso da quello creato dall’uomo stesso. Tale ordine, in definitiva, è lo spirito organizzatore che troviamo nel grande artigiano, nel grande artista, e soprattutto in Prometeo, una figura mitica che si leva al di sopra dell’intero sviluppo culturale greco. Ecco, la "poiesis" – il saper fare: questo è il modello del vero ordine. …Infine, l’evoluzione religiosa dell’Occidente poteva facilmente assorbire questa mentalità nel passaggio al mondo cristiano.