Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

L'estasi della contemplazione

 

Già in altra occasione ho avuto modo di osservare che l’evidenza matematica, con la quale comprendiamo una dimostrazione, accende in noi una luce: questa non proviene da noi stessi, bensì è ciò che ci consente di vedere chiaro. Lo stesso accade nella descrizione plotiniana dell’ascesa oltre l’anima, che raggiunge lo spirito, inteso come consapevolezza di ciò che è. In Plotino ci sono molti esempi e metafore che illuminano questa realtà.

Plotino descrive ripetutamente le modalità della nostra conoscenza, cioè di quella reminiscenza che ha luogo nell’ascesa del pensiero. L’Uno è ovunque. È proprio per questo che lo ritroviamo in ogni cosa, … è il terreno che tutto alimenta. Con ciò, l’assorbimento assume forme sempre più elevate, finché ci risolviamo a tal punto in ciò che ci ricolma, da perdere la stessa cognizione e sensazione di noi stessi.

Le esperienze più importanti dell’esistenza umana avranno sempre il carattere dell’"estasi", cioè di uno "stare fuori di sé". Tutto ciò che turba o che incoraggia la nostra esistenza fisica e i moti del nostro animo, si sublima per Plotino in un’estasi suprema, in attimi di vera felicità, come la chiamavano i Greci. Noi stessi sappiamo bene di che cosa si tratta, quando ad esempio contempliamo il bello, quando cioè l’Uno si offre in una forma, la cui visione ci assorbe interamente: accade in questo momento anche a me, che ho appena potuto ammirare, qui al Museo Nazionale di Napoli,… gli affreschi pompeiani recentemente esposti. Il nostro intimo è assorbito nella contemplazione: non è più se stesso, eppure è proprio in esso che ciò accade. Questo è un esempio di ciò che ciascuno di noi ha ricevuto in eredità dal neoplatonismo, da Plotino.

Il giovane Hegel ha descritto questa esperienza in maniera stupenda – lui che fu, peraltro, un poeta mediocre! La sua lirica Eleusis è una composizione scolastica abbastanza scadente, ma quando descrive come viene assorbito dalla contemplazione del sorgere del sole, affermando "io non sono più io", riprende proprio l’intuizione plotiniana dell’aldilà, che la storia universale del cristianesimo avrebbe poi riscritto a lettere d’oro.