Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

Agostino e il mistero della trinitŕ

 

 

Come deve comportarsi il pensiero filosofico di fronte al segreto della Trinità? Può leggere Agostino, scoprendo che anche Hegel avrebbe fatto bene a studiare Agostino un po’ di più.…

C’è un misterioso processo che avviene in Dio. Il Vangelo ci dice che Gesù di Nazareth era il Figlio di Dio. Ma che cosa significa? Che cosa vuol dire che Cristo e il Padre sono uno solo? L’interezza del messaggio cristiano sta proprio in questa unità, che si realizza sulla croce, grazie alla morte di Gesù, in quanto uomo. A questo proposito l’intelletto umano può trovare solo analogie. E il genio di Agostino ha esposto, in quindici analisi incredibilmente valide, il suo modo di approssimarsi a questo mistero dell’incarnazione di Dio e dello Spirito Santo. Di questi 15 libri possiamo qui prenderne in esame solo uno, e anch’esso solo per brevi cenni. Che cosa c’è di più misterioso dell’incarnazione di Dio? La mia risposta è questa: la possibilità che abbiamo, articolando i suoni della voce, di comunicare qualcosa a qualcun altro. Anche il linguaggio è un "manifestarsi" di qualcosa.

Heidegger – uomo di straordinarie capacità linguistiche – quando era ancora un giovane docente, coniò, in riferimento a questo enigma del pensiero e della parola, un neologismo molto bello, mai sentito prima: "es weltet" – "mondeggia": cioè è il mondo stesso a farsi processo di autorivelazione. È proprio in questo senso che Agostino ha inteso il Logos, vale a dire il concetto neotestamentario, secondo cui il Figlio è il Logos, venuto nel mondo per portare il messaggio della Nuova Alleanza e della promessa rivolta ai credenti. Agostino mostra che questo Logos, in verità, si lascia comprendere, un poco, anche alla luce del linguaggio e della coscienza, che è vincolata al linguaggio. Questo è il grande problema del processo: si tratta di un "procedere", di un essere in cammino, che non conduce a qualcosa (certamente no!); né da esso nasce nulla: non è un fenomeno riproduttivo. Che cos’è, allora? È l’arcano nel quale viene pensato anche il mistero della luce, della luminosità, presente nel concetto greco di noùs, quella ragione che per i Greci penetra in noi, come la luce, dall’esterno, aprendo improvvisamente il mondo ai nostri occhi. Ebbene, a questo mistero ci si può accostare con innumerevoli varianti, tratte dall’esperienza concreta della nostra vita, come il rapporto fra madre e figlio, o come tutte le altre possibilità scandagliate nei quindici libri di Agostino, la cui lettura, ricordo, fu per me uno dei primissimi strumenti per introdurmi al pensiero moderno.