Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

Il sogno delle monadi

Non vi posso introdurre negli arcani della monadologia di Leibniz: ci porterebbe troppo lontano dalle nostre intenzioni. Dobbiamo aver chiaro, però, che siamo di fronte a un’idea che può sembrare del tutto assurda: che cioè la differenza fra il "pensante" e il "non-pensante" (ovvero, in altri termini, la "materia morta") non sussista affatto, e che vi sia, invece, un’essenza unitaria di entrambi, la quale procede, come in un’ascesa, dalla più piccola percezione – dalla minima relazione di qualcosa con qualcos’altro – fino all’universo della nostra coscienza pensante… Come è possibile? La risposta di Leibniz fu, come è noto, questa: "le monadi non hanno finestre". "Ciascuna unità è chiusa in se stessa, e si sviluppa in sé (pur con tutte le relazioni che intrattiene con il resto); che queste sostanze semplici si aggreghino a formare un mondo, può essere solo frutto dell’azione di Dio".

La soluzione proposta da Leibniz era dunque la seguente: noi non possiamo, con la nostra ragione, conciliare realmente questa materia – soggetta alle leggi della matematica e dell’esperimento – con il nostro mondo dell’autocoscienza, della volontà e dell’agire, così da pensarne l’intima unità; soltanto Dio può farlo. In questo modo Leibniz ha ideato la teoria dell’"armonia prestabilita", ha cioè sostenuto che, come tanti orologi, tutte le monadi sono state regolate, nella Creazione, in modo tale che il nostro cosmo sia sempre ordinato.

Ecco un’ultima ripetizione di quel concetto platonico di ordine che abbraccia tutti gli ambiti: la volta celeste, la società e la singola anima; l’ultima realizzazione di questo sogno, dovuta però a un singolare capovolgimento: Leibniz può affermare che le cose stiano così, solo ricorrendo all’ipotesi di Dio. Egli era effettivamente convinto che questa fosse l’unica dimostrazione davvero valida dell’esistenza di Dio; cioè l’idea più inverosimile che si possa avere: che le cose non sappiano niente l’una dell’altra, e ciò nonostante siano in perfetto accordo. Ebbene, questo pensiero del tutto inattendibile è addirittura una prova dell’esistenza di Dio: questo pensava Leibniz, celebrando così il trionfo dell’illuminismo e al tempo stesso la sua conciliazione con il cristianesimo. Si trattava, infatti, di un Dio dimostrato in virtù della stessa scienza.… La grandiosità di questo pensiero non sarà mai sottolineata abbastanza.