Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

L'apriori di Kant

 

Chi fa un esperimento deve elaborare una domanda, e deve riflettere sul modo in cui può indurre la natura a rispondervi. Tutti coloro che hanno un minimo di esperienza di ricerca sperimentale, sanno che solo per la preparazione di un esperimento è indispensabile un lavoro di anni, che si concretizza poi in pochi minuti o poche ore di misurazione. È però necessario che vi siano domande mirate, perché le nostre tecniche di misurazione, perfezionate, conducano alla conoscenza.

Questa è solo un’immagine popolare che spiega perché Kant abbia potuto affermare: "i concetti, con cui facciamo esperienza, non sono a loro volta nozioni che provengono dall’esperienza, ma necessarie condizioni di possibilità della nostra esperienza". C’è un proverbio che dice: "chi guarda in giro non mette giudizio". La parola tedesca per "giudizio" – "Urteil" – è molto efficace: va diretta al nocciolo della questione. In essa risuona il verbo "separare": distinguere ciò che è essenziale da ciò che non lo è. Di una persona diciamo, ad esempio: "ha giudizio", cioè non si limita a registrare gli eventi, bensì individua problemi, vede le possibili soluzioni, e fra queste coglie quelle giuste, e merita la lode; diremo invece: "non ha giudizio", se sceglie le soluzioni sbagliate.

Attraverso questo ricorso al linguaggio comune voglio spiegare una specie di parola magica: "apriori". Che cosa significa? Questo soltanto: che per poter fare esperienza, devono già esserci domande, in forma di concetti. Riflettiamo un attimo su una bella espressione: "porre una domanda". Non basta solo domandare, è necessario che le condizioni di una possibile risposta siano già presenti nell’atto di porre la domanda. È qualcosa di cui tutti facciamo esperienza: "uno sciocco può volere più risposte di quante non possano darne tutti i saggi del mondo", perché, appunto, non sa porre le domande. A questo proposito, in tedesco usiamo l’espressione "una domanda contorta", tale, cioè, da impedire qualsiasi risposta. Una questione mal posta presuppone ovviamente così tante contraddizioni interne che è impossibile condurla verso una qualche soluzione.

Come si può constatare, sto cercando di lasciar da parte tutte le espressioni tecniche, per chiarire che cosa significhi "apriori": esso è ciò che rende possibile l’esperienza, e pertanto non può essere a sua volta spiegato ricorrendo a quest’ultima; al contrario: è l’apriori che deve spiegare l’esperienza. Questa fu la grande svolta copernicana di Kant.