Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

Schleirmacher e il Romanticismo

 

Schleiermacher! Oggi si resta stupiti, leggendo Schleiermacher, per il fatto che lo stile non molto elegante e spesso davvero scialbo del suo pensiero abbia potuto erigersi a simbolo del nuovo movimento romantico. Forse non è del tutto giusto crederlo, ma nella vita dello spirito c’è sempre il prodigio della persona. E così Schleiermacher è stato attuale in un duplice senso: innanzitutto egli fu il primo (insieme a Friedrich Schlegel, uno dei letterati romantici su cui ci sarebbe molto da dire) a realizzare una traduzione dei dialoghi platonici: un capolavoro dell’arte della traduzione, e un modello di competenza filologica; ma il fatto sorprendente è che per la prima volta nella storia del platonismo – per lo meno all’interno della cultura tedesca – vennero alla luce i dialoghi originali, e non la solita riesposizione dogmatica di Platone, di stampo neoplatonico.

In Kant risuonavano ancora molti motivi neoplatonici, quando scriveva la sua dissertazione sul mondo sensibile e intellegibile. A partire da Schleiermacher, si acquista consapevolezza dell’arte dialogica di Platone: questo è un primo tratto caratteristico di tale studioso, un aspetto molto importante, se pensiamo che in genere si è ben lontani dal concepire la filosofia appunto come un’autentica arte della comprensione dell’altro. Si tratta di un’arte eccellente per sviluppare la forza delle proprie argomentazioni, da cui consegue una concezione della storia della filosofia come continuo confronto con un interlocutore, nell’intento di surclassarlo con argomentazioni migliori, più profonde o magari più convincenti.

Schleiermacher fu, sul piano personale, un nume tutelare dell’amicizia: l’intero mondo culturale berlinese, cui egli apparteneva, provava per lui gratitudine e ammirazione in tal senso. Evidenziando l’importanza del dialogo, egli anticipa già, in qualche misura, la nostra situazione attuale: Schleiermacher fu infatti il primo a concepire l’ermeneutica, l’arte del comprendere, accanto all’arte del pensare. Grazie a questa operazione, che mette in primo piano l’arte della comprensione, egli esercitò un influsso, non molto duraturo, in verità, ma ugualmente rilevante per l’eredità della Critica del Giudizio; egli ha mostrato, cioè, che il ruolo decisivo spetta di volta in volta al giudizio del singolo nella situazione specifica, e non alle verità universali, che tutti possono condividere con gli altri.

Si può dire che egli abbia colto l’intimo nesso fra conoscenza filosofica della verità e unicità dell’opera d’arte, fornendogli insieme una fondazione teoretica e uno sviluppo concreto (grazie alla sua traduzione): è proprio per questo che Schleiermacher divenne, a Berlino, la figura emblematica del Romanticismo.