Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

Schiller  e Hölderlin

 

Schiller aderiva interamente al pensiero di Kant. Posso indicare la diversità stilistica fra Schiller e Hölderlin raccontando un fatto molto simpatico; c’è una poesia molto breve di Hölderlin, che voglio leggervi: Socrate e Alcibiade. Essa allude all’amore che – come sappiamo da Platone – l’orribile Socrate (così simile a un sileno) nutriva per uno dei più belli e più dotati giovani di Atene (un amore del tutto conforme alle usanze del tempo).

La poesia è un dialogo: "Perché, divino Socrate, sei indulgente con questo giovane, sempre? Non conosci nulla di più grande? Perché i tuoi occhi si posano su di lui come sugli Dei – con amore?" Risposta: "Chi ha pensato a ciò che è più profondo ama ciò che è più vivo. Nobile giovinezza intende, chi ha gettato lo sguardo dentro il mondo. E i saggi propendono molte volte al Bello, alla fine.".…

Questa lirica è un bell’epigramma in versi, come ve ne sono molti (di Hölderlin e anche di altri poeti); (non è ancora il poetare tipico di Hölderlin). In essa si è annidato però, per un intero secolo (e ancora negli anni della mia giovinezza) un errore di stampa: nella seconda strofa, infatti, c’era scritto "Nobile virtù intende, chi ha gettato lo sguardo dentro il mondo". Solo negli anni Trenta di questo secolo, tornando ai manoscritti originali, si è visto che non è "Tugend", (virtù), bensì "Jugend", (giovinezza).

Proprio questo suggella il distacco di Hölderlin da Schiller, ma dimostra anche la potenza di quest’ultimo, nell’ambito della cui influenza va inteso anche tale errore. Si è letto "Tugend" (virtù), poiché così avrebbe scritto Schiller, il quale aveva una grande forza retorica, tipica di un ingegno dotato di incredibili capacità teoretiche, linguistiche e poetiche, e la cui spiccata impronta retorica rendeva plausibili certe nozioni, come quella di "virtù", che già a quel tempo cominciavano a perdere il loro indubitabile valore normativo. Era normale trovare il termine "virtù" in una sua poesia.

Con Hölderlin il Romanticismo, o meglio un’intera epoca, comincia ad aprire gli occhi su una realtà nuova. Egli scrisse "Jugend", "giovinezza", un termine legato all’erotismo, al futuro promettente, e così via.