Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

 Hölderlin: Pane e vino

 

 

Ecco una delle liriche più famose di Hölderlin: Pane e vino.

Il titolo suggerisce subito il vero intento della poesia: raffigurare il mondo dei miti greci; Dioniso è colui che reca e mesce il vino e Demetra rappresenta la terrestrità della cultura originariamente contadina del popolo greco. Pane e vino rivelano già il tentativo di procedere oltre la rigida tradizione cristiana, o almeno di superare il cristianesimo rappresentato dalla Chiesa. Ecco allora una lirica intitolata Pane e vino, una delle più belle poesie in lingua tedesca.

La sua prima strofa afferma: "Scintillante, cangiante è la notte, nell’irrompere del buio riposa la città, il vicolo acceso azzittisce", e così via.… La poesia comprende circa sei strofe di questo tipo, e infine allude poeticamente alla conciliazione di Dioniso e di Cristo.

Sei strofe! Gli amici romantici non osarono rendere pubblica questa poesia nella sua interezza, dopo che Hölderlin si ammalò, ma si limitarono alla prima strofa, nella quale viene descritto il calar della notte. Sono versi meravigliosi, stilisticamente perfetti. È peraltro estremamente interessante che il Romanticismo sia stato capace di un’azione speculativa così audace: conciliare la tradizione dionisiaca della grecità… con il cristianesimo.

Hölderlin è chiaramente il precursore di Nietzsche (il poeta preferito di Nietzsche fu appunto Hölderlin, come testimonia la sua giovinezza). Non posso dilungarmi su Hölderlin, perché in realtà non appartiene propriamente al Romanticismo.

L’autentico significato filosofico di Hölderlin nasce solo con Heidegger, e con la teologia della conciliazione fra il mondo dei miti e altre tradizioni religiose, in primo luogo quella cristiana; si cela, insomma, nei versi di Hölderlin, una sorta di teologia filosofico-speculativa, che ha poi trovato in Heidegger il suo portavoce filosofico.