Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

Il movimento tedesco

 

Fichte fu il primo, fra i seguaci di Kant in Germania, ad assolvere l’importante compito di indicare la via da seguire, e l’indirizzo da lui intrapreso fu adottato da tutta un’epoca, della quale dobbiamo occuparci ora, definibile nel suo complesso come il movimento che va "da Kant a Hegel". Si trattò effettivamente di uno svolgimento unitario del pensiero, in cui si può ravvisare lo specifico contributo tedesco alla filosofia mondiale. Il grande storico dello spirito teutonico, Wilhelm Dilthey, ha addirittura parlato di un "movimento tedesco", riferendosi a quel complesso di dottrine che prendono il via dalla filosofia dell’Illuminismo (e dal suo compimento critico in Kant), giungendo sino allo spirito del Romanticismo e dei grandi pensatori di quella fase storica che viene detta anche "Goethezeit", età goethiana.

Ci troviamo quindi nella necessità di abbracciare con lo sguardo un ampio arco di tempo nel suo complesso, e non semplicemente una singola figura. Le cose stanno proprio così: questa ricostruzione del passato risulta attendibile. Effettivamente, la coerenza interna, l’intima coesione unitaria di questo "movimento tedesco" rappresenta qualcosa di unico nella storia del pensiero, paragonabile alla grande filosofia ateniese dell’epoca di Platone e di Aristotele. È difficile, oggi, riuscire a immaginare la grande omogeneità di quelle tematiche e l’incredibile densità dei talenti eccezionali di quegli anni, tanto che risulta problematico stabilire quale fu lo specifico contributo di ciascuno alla filosofia.

Alla fine è stato Hegel a offrirci una prospettiva in base alla quale articolare questo contesto unitario. Egli ha fornito uno schema; ma ogni schematizzazione, al tempo stesso illumina e induce in errore. Stando a questo modello, il movimento che va "da Kant a Hegel" si scandisce in: un "Idealismo soggettivo" (Fichte), un "Idealismo oggettivo" (Schelling), e infine un "Idealismo assoluto", che trova il suo compimento nel sistema hegeliano. Ecco, questo è il quadro generale entro cui Hegel ci ha abituati a vedere le cose. Ma, come ho già detto, per certi versi gli schemi sono fuorvianti. Il principale inganno sta nel fatto che questa immagine unitaria, finisce per dare una visione troppo approssimativa delle differenze fra i tre filosofi. In verità, il primo filosofo dell’Idealismo assoluto (nel senso hegeliano del termine) è Fichte. E non è vero (come si crede in genere) che l’Idealismo oggettivo (cioè la filosofia della natura) sia stato introdotto solo da Schelling. Con uguali diritti possiamo attribuirne il merito a Hegel. Entrambi frequentarono assieme le lezioni di anatomia, e cercarono di apprendere tutto ciò che a quel tempo faceva parte del bagaglio di un pensatore interessato alla scienza moderna.

È necessario tener presente che la filosofia della natura fu per tutto l’Ottocento una sorta di capro espiatorio della scienza, attraverso il quale si colpiva la filosofia come modello universale di sapere e di pensiero.