Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

La libertà dell'uomo

 

Tutto il dibattito del nostro secolo intorno alla possibilità che i progressi della fisica dimostrino la libertà umana, la libera volontà (in quanto mettono in crisi il concetto di causalità) appare come una cosa infantile.

Il problema non è quello di riuscire a provare la libertà – No – la libertà è già sempre dimostrata per il fatto che noi pensiamo. Essa non ha bisogno di alcuna prova, poiché è profondamente radicata nella nostra struttura morale, politica, sociale e personale, attraverso l’esigenza di imputare tutte le nostre passioni e relazioni umane alla capacità di agire e di volere. Ma la libertà è indimostrabile, e se la conoscenza dei processi neurologici, sulla quale oggi si compiono enormi progressi, ha portato a certi risultati, questi serviranno proprio a mostrare che la libertà sta appunto altrove.

Il Programma di sistema dell’Idealismo tedesco comincia con la frase: "Siamo esseri per natura assolutamente liberi". Che cosa vuol dire? Il Programma vuole spiegarlo. Innanzitutto, che cosa si intende con "natura"? Si tratta della meccanica, quale fu delineata da Galilei, nei suoi tratti fondamentali, e poi condotta a compimento da Newton con la fusione di meccanica celeste e terrestre in una fisica unitaria? Non parliamo, poi, della fisica del nostro secolo, la cui impostazione "quantistica" ha arrecato nuovi problemi alla concezione unitaria della natura; – e che è ben lontana dal suggerire che il mondo sia appannaggio di un essere assolutamente libero.

Il Programma di sistema prosegue annunciando: "Noi vogliamo porre fine, una volta per tutte, al balbettìo della ricerca scientifica, dando vita ad un’autentica coesione della conoscenza". Questo è appunto il progetto della filosofia della natura, che sarà poi Schelling il primo a illustrare, mostrando che l’Io è pensabile nella natura stessa, come chiave per comprendere tutti i fenomeni naturali. Questa "egoità" interna alla natura medesima riprende un antico concetto platonico e neoplatonico, ovvero la distinzione tra "natura naturata" (dove i fenomeni sono dei risultati) e "natura naturans", quell’arcana forza vitale che ancora oggi appare al pensiero come un mistero insolubile. E anche laddove sia possibile fare progressi in questo campo, si vedrà che il mistero non viene risolto, ma cresce sempre di più.