Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

L'esperienza dell'amore e della morte

 

Ci sono innumerevoli ferite nella nostra vita:… il destino, che spesso è doloroso, ci impone delle limitazioni, delle privazioni, ci costringe ad accettarle, e a esercitare così una facoltà propria dello spirito, della nostra eticità, o dell’uomo in quanto tale. Rimane un mistero insondabile, che uomini colpiti da una condanna riescano a sopravvivere (non mi riferisco, qui, alla condanna in senso giuridico, bensì penso, ad esempio, a quelli che rimangono paralizzati a causa di un incidente, o che subiscono una terribile menomazione, che impedisce loro di godere dei piaceri della vita). Si dice: "è meraviglioso che una persona riesca a vincere tutto ciò, e a condurre nonostante tutto una vita degna di questo nome, accettando i propri limiti!".

Ecco che cosa intendeva Hegel, affermando che le ferite dello spirito non lasciano piaghe e guariscono totalmente! Ma c’è di più: tutto ciò si riferisce anche all’esperienza dell’amore. Bisogna rendersi conto che le ferite non sono solo lesioni, che cioè le limitazioni che il destino impone sono al tempo stesso una grande opportunità che la vita ci offre e della quale noi possiamo farci carico, allo stesso modo in cui l’uomo, proprio attraverso il dono di sé nell’amore, guadagna una dimensione di vita ancora più autentica e più concreta. Chi non ha visto apparire il mondo sotto una luce del tutto nuova, quando la freccia di Cupido lo ha colpito! Tutte le cose, allora, si trasfigurano: non solo la persona amata, alla quale ci doniamo interamente nel nostro struggimento amoroso, che vediamo realizzato! L’intero mondo assume un aspetto differente.

Tutti questi esempi sono tratti da situazioni profane (tutt’altro che teologiche) legate alle nostre esperienze di vita. E tuttavia in un certo senso testimoniano e illustrano il messaggio cristiano dell’amore. Il mondo trasfigurato, risanato, quel mondo che noi riconosciamo come nostro: sono cose importanti, alle quali la vita di fatto ci invita e delle quali noi dobbiamo farci carico, anche quando si tratta di accettare la morte. Non vi è dubbio che tutte le grandi religioni universali cerchino di affrontare l’enigma della morte, ma forse il cristianesimo è quella che ha dato la risposta più profonda a questo mistero, annunciando che possiamo portare il fardello che la natura ci ha imposto, fino all’agonia, fino alla lotta con la morte, aggrappandoci a quella impetuosa volontà demonica di vivere che ebbe anche Gesù – come raccontano i Vangeli – quando accettò di morire sulla croce.

Come si può vedere, nel muovere i primi passi del suo pensiero, Hegel non si allontana dall’ambito teologico del cristianesimo.