Il cammino della filosofia - Aforismi 

Hans-Georg Gadamer

L'estetica hegeliana

 

Le Lezioni di estetica, rielaborate da un allievo di Hegel, intelligente ed esperto in cose d’arte, costituiscono uno degli scritti hegeliani più agevoli da leggere. Oggi sappiamo che non si tratta di un’opera così autentica come credevamo. Il curatore editoriale ha aggiunto molto di proprio, ma la vita dello spirito è in grado di superare vittoriosamente anche queste forme di contaminazione, facendo sì che anche un testo non del tutto autografo in ogni parola, venga letto come la più autentica delle opere hegeliane.

Effettivamente le Lezioni di estetica affrontano un tema di particolare interesse, e hanno dato vita anche a un neologismo entrato poi nel linguaggio comune: "Weltanschauung", "visione del mondo". Nell’Estetica di Hegel compare per la prima volta questo termine, in forma di plurale: le diverse "visioni del mondo". Ovviamente, "Weltanschauung" è un’espressione romantica, riferita al mondo in cui siamo. Tuttavia l’arte è capace di rispecchiare le diverse concezioni o visioni del mondo, offrendoci di esse un’immagine visiva, intuitiva. Perciò la storia della vita spirituale conserva la sua attualità, paradossalmente, proprio nella storia dell’arte, ricettacolo delle visioni del mondo. Dico "paradossalmente", perché l’arte è quella "maestra del passato", che fa rivivere ogni cosa come se fosse attuale.

D’altro canto non vorrei affatto minimizzare la grande attualità che hanno per noi le epoche passate, che si sono succedute nel tempo – l’arte greca, il Romanico, l’avvio dell’età moderna con l’Umanesimo, il Rinascimento e i grandi stili artistici sino al Barocco e alle loro risonanze nel Classicismo, nel Biedermeier, nel Neorealismo, e in tutto ciò che vi si ricollega. Tutto questo acquista per noi la dimensione del presente. Quando osserviamo un dipinto, o quando una poesia ci commuove, non è il documento storico a colpirci, bensì il messaggio immediato che esso trasmette. Ritroviamo noi stessi in qualcosa che, pur essendoci ignoto, nondimeno riconosciamo, e pur non essendo in grado di esprimere a parole, tuttavia percepiamo con assoluta certezza come la nostra verità. In ciò si compie un cammino, che è sempre parallelo a quello del nostro pensiero concettuale. Infatti, la terza forma dello "spirito assoluto" (oltre all’arte e alla religione) è la filosofia, cioè appunto il tentativo (o l’impresa) di esprimere in concetti quanto già ci sovrasta nella visione dell’arte e nelle promesse della religione.

L’Estetica di Hegel tuttavia non ha dato espressione concettuale solo all’arte (rispettando quella forma dialettica costruttiva così rigorosa, propria del procedere hegeliano) ma dà modo, in essa, di riconoscere subito anche noi stessi.

In quest’opera non affiora soltanto l’arte, ma anche tutta la storicità della vita umana, il suo necessario dispiegarsi nella dimensione del tempo.