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Il Mattino
venerdì 
11 febbraio 2000

Il napoletano Gadamer
Oggi festa dei cento anni
di Gerardo Marotta


Un intenso rapporto, intellettuale ed umano, si è venuto costruendo tra Hans-Georg Gadamer e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici nel corso di vent’anni di un’esperienza entusiasmante. Il contributo che questo grande maestro del pensiero contemporaneo ci ha dato e continua a darci è tale che senza di esso l’Istituto non avrebbe oggi quella forza e quella capacità, che gli permettono di impegnare, in Italia e all’estero, le migliori energie intellettuali della nostra epoca intorno a programmi di formazione e di ricerca.
I seminari di Hans-Georg Gadamer nelle sale dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, sempre gremite di giovani, sono diventati, anno dopo anno, un ricorrente appuntamento non solo con giovani borsisti e ricercatori, ma anche con affermate personalità accademiche e con eminenti personalità della cultura, tutti partecipi a quella ricerca e a quel dialogo così cari al filosofo tedesco.
Per iniziativa dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, la lezione di Hans-Georg Gadamer si è estesa in tutto il Mezzogiorno d’Italia, alle scuole, alle Università, alle istituzioni culturali.
Il portone di Palazzo Serra di Cassano, lo storico edificio sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici in cui si svolgono i seminari di Hans-Georg Gadamer, è chiuso da due secoli, in segno di rifiuto di ogni rapporto con una monarchia che, da illuminata con Carlo di Borbone, si era fatta oscurantista e reazionaria con Ferdinando IV. Tanto reazionaria ed empia diventò quella monarchia che, nel suo furore antigiacobino, giunse a spegnere in un bagno di sangue la Repubblica napoletana del 1799, che rappresentava il punto più alto di consapevolezza storica cui la cultura napoletana era pervenuta attraverso gli sforzi di un secolare, assiduo impegno culturale che, da Giambattista Vico a Pietro Giannone, a Paolo Mattia Doria, a Gaetano Filangieri, a Francesco Mario Pagano, a Eleonora Pimentel Fonseca, a Vincenzo Russo, a Domenico Cirillo, a Francesco Conforti e a numerosissimi altri filosofi scienziati e letterati, aveva reso Napoli una grande capitale della cultura europea. In quel bagno di sangue furono spenti, in violazione del trattato di capitolazione, tanti filosofi e giovanissimi patrioti giacobini tra cui Gennaro Serra di Cassano colpevole di essersi schierato per la libertà e per la filosofia! Schierarsi per la filosofia aveva un significato preciso nel secolo Diciottesimo: significava appunto schierarsi per la libertà e per il progresso culturale e civile.
Quel portone resta ancora oggi chiuso perché ancora oggi è necessario ricordare quella sconfitta della filosofia che fece piombare in una notte funesta la città di Napoli e condannò ad una sorte infausta tutta la storia del Mezzogiorno d’Italia. Quel portone rimane ancor oggi chiuso in segno di rifiuto di ogni rapporto con le filosofie deteriori, con i falsi valori, con il dispiegarsi, nella nostra epoca, dell’egoismo e dell’aggressività.
Quel portone è stato aperto soltanto una volta per Hans-Georg Gadamer che era accompagnato dal sindaco di Napoli, Antonio Bassolino, e dai borsisti e ricercatori dell’Istituto per rendere omaggio al grande filosofo europeo e per dare il segnale della filosofia a tutto il continente europeo e al mondo.
Ma a Palazzo Serra di Cassano, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici mantiene aperta una porta ideale per i grandi maestri del pensiero contemporaneo, per gli eminenti scienziati, per gli insigni educatori che vengono a parlare alla città, ai suoi giovani, alla sua parte migliore, affinché le idee, la cultura, la civiltà prevalgano grazie allo studio e alla ricerca. Hans-Georg Gadamer ha dato un inestimabile sostegno a questa battaglia di civiltà e per questo sostegno generoso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici rivolge la sua profonda gratitudine al cittadino onorario di Napoli Hans-Georg Gadamer.
La gratitudine diventa entusiasmo per il contributo che Gadamer dà a seminari e convegni in tanti Comuni del Mezzogiorno d’Italia.


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