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Il Grillo (26/3/2002)

Lucio Stanca

La formazione e le nuove tecnologie della comunicazione

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26 marzo 2002

Puntata realizzata con gli studenti del Liceo Classico "Orazio" di Roma

STUDENTE: Ringraziamo il nostro ospite Prof. Lucio Stanca e insieme diamo uno sguardo alla scheda introduttiva.

Il modello classico della trasmissione del sapere presenta dei profondi cambiamenti. L'uso educativo delle nuove tecnologie della comunicazione sembra rispondere a questo mutamento epocale. La crisi della gerarchia dei saperi, la complessità della conoscenza e l'emergere dell'apprendimento interattivo, il venir meno della centralità del docente come unico mediatore culturale, l'uso quotidiano dei computers e di Internet da parte delle nuove generazioni, l'approccio multimediale alla conoscenza, rappresentano tutti fattori che favoriscono questa nuova interazione tra tecnologia e formazione. Ma questa interazione presenta alcuni aspetti problematici. Tuttavia, uno dei principali rischi nell'impiego didattico delle nuove tecnologie è nel momento strutturale dell'apprendimento che è l'acquisizione, perché essa non riguarda solo la conoscenza, ma anche il metodo attraverso cui ottenerla e, spesso, il computer spinge ad un uso passivo dei contenuti, in cui solo apparentemente il discente elabora un metodo. Un po' come una calcolatrice che conduce a un risultato giusto di un calcolo senza mostrarne il metodo per ottenerlo. Sarebbe dunque semplicistico e soprattutto illusorio ritenere che l'introduzione di strumenti tecnologici possa sostituirsi ad una formazione piena, soprattutto in ambito scolastico, dove il momento dell'interazione umana resta fondamentale. Ecco allora la questione: "come deve essere impostato un modello educativo che impieghi le nuove tecnologie e che sappia allo stesso tempo sviluppare quella coscienza critica, quella autonoma capacità di elaborazione e di giudizio, che danno senso pieno alla formazione di una persona?"

STUDENTESSA: La trasmissione del sapere si fonda da secoli sui libri, ciò nonostante, l'uso di Internet, potrebbe, in qualche modo sostituire questo strumento?

STANCA: Noi viviamo in una società in cui non intendiamo sostituire ciò che già abbiamo, semmai aggiungiamo perché abbiamo più opzioni, più possibilità. Io credo che le nuove tecnologie non siano state concepite per sostituire il libro, ma per far sì che tutti possano accedere alla conoscenza, qualunque essa sia. 

STUDENTESSA: Ministro, qual è il livello attuale di informatizzazione nelle Scuole italiane? E poi, vi è in tal senso una disparità tra le diverse Regioni italiane?

STANCA: L'utilizzo delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione, ritengo che debba avvenire proprio nella Scuola, perché nel processo di apprendimento esse possono fungere da strumenti efficaci. È fondamentale che un giovane esca dalla Scuola avendo acquisito una familiarità con queste tecnologie perché con esse egli lavorerà. Oggi chi entra nel mondo del lavoro e non sa usare un computer è di fatto un handicappato professionalmente, ecco perché è importante che nella Scuola si apprenda l'uso di queste tecnologie. L'Italia, rispetto agli altri Paesi europei, non è in una posizione di forza per diffusione di computers e dell'uso che se ne fa nella Scuola; anzi, si può dire di essere tra gli ultimi posti nella graduatoria europea. Ciò significa che è necessario uno sforzo molto grande, che non è solo di infrastruttura tecnologica, ossia di avere più computers, quanto quello di come utilizzarli in una Scuola moderna, di come poter aiutare gli insegnanti a essere preparati perché insegnino, a loro volta, l'uso di queste tecnologie. Ecco, il Governo si è posto questo obiettivo. Nella Riforma disegnata dal ministro Moratti c'è una grande innovazione che è quella di partire con un processo di alfabetizzazione per tutti gli allievi della Scuola italiana, partendo da quella elementare, per tutto il periodo di scolarizzazione, al fine di porre i nostri giovani, che lavoreranno in un mondo sempre più evoluto in termini tecnologici, in grado di poter esserne attori protagonisti.

STUDENTESSA: Nella scuola, spesso, accade che gli alunni siano più preparati degli insegnanti nell'uso del computer. Come pensate di formare i docenti in modo adeguato?

STANCA: Potrebbero essere, perché no, gli stessi studenti ad avviare gli insegnanti all'uso delle nuove tecnologie. Non è una risposta ironica, la mia, poiché alcuni Paesi, per esempio, hanno messo in atto programmi in cui gli studenti portano nella Scuola, nel pomeriggio, i propri parenti per insegnare loro l'utilizzo del computer. Questa potrebbe essere una soluzione attuabile anche qui da noi, inserita nel quadro del processo di preparazione e di aggiornamento degli insegnanti. 

STUDENTE: La riforma scolastica pensata dalla Sinistra non prevedeva anch'essa un cambiamento per quanto riguarda, soprattutto, l'informatica? 

STANCA: Certamente in passato è stato fatto uno sforzo, ma non in modo sufficiente. Questo spiega perché, tra i Paesi europei, noi siamo tra gli ultimi in quanto a numero di computers nelle Scuole italiane. Dunque, quello che abbiamo fatto, non è stato sufficiente perché altri hanno fatto meglio e di più rispetto a noi. Quindi dobbiamo fare uno sforzo e va fatto in modo sistematico. Ecco che è importante che in un disegno di riforma della Scuola italiana si sia posto, tra i fatti più importanti e innovativi, proprio l'introduzione dell'Informatica a partire dalla Scuola Elementare. Questo per noi è una grande innovazione, mentre già avviene in quasi tutti i Paesi europei. Ciò significa che, quando i giovani italiani entreranno nel mondo del lavoro, incontreranno i loro coetanei europei che saranno molto più preparati. Io non critico il passato, ma è una realtà che siamo in una posizione di ritardo.

STUDENTE: L'hardware di un computer diviene obsoleto in breve tempo a causa delle continue innovazioni del settore. Come bisogna intervenire affinché la Scuola sia sempre al passo coi tempi?

STANCA: Certamente la tecnologia si muove molto velocemente e per fortuna, perché man mano che va avanti apre opportunità nuove. Oggi c'è la corsa ingiustificata all'ultimo modello di telefonino, all'ultimo modello di computer, al software più sofisticato, quando invece si può benissimo telefonare con l'apparecchio che si ha già o studiare con il computer vecchio anche di tre o quattro anni. Certo che usare un computer di dieci anni fa sarebbe anacronistico perché non potrebbe essere collegato a Internet, quindi un processo di aggiornamento tecnologico è necessario, però attenzione a non scadere in un consumismo assolutamente ingiustificato.

STUDENTESSA: Ministro, di solito la formazione delle nuove tecnologie è gestita da privati, dunque come si fa ad aiutare chi non può permettersi di pagare degli Istituti privati o dei corsi privati? 

STANCA: Innanzi tutto devo dire che il primo canale di formazione tecnologica, di preparazione tecnologica deve essere la Scuola. Se essa non è all'altezza del ruolo, gli studenti si vedono costretti a pagare dei corsi privati. Questa distorsione è un risultato del nostro ritardo.

STUDENTE: L'introduzione dei canali satellitari ha offerto delle nuove possibilità per quanto riguarda la formazione a distanza, Lei che cosa ne pensa?

STANCA: La didattica a distanza, attraverso queste tecnologie, apre delle frontiere nuovissime, delle opportunità nuovissime, perché si può accedere a corsi di formazione senza recarsi fisicamente sul luogo. Pensiamo, per esempio, quanto importante può essere l'addestramento a distanza per i Paesi in via di sviluppo ai quali si offre l'opportunità di accedere a dei servizi di apprendimento attraverso la tecnologia. 

STUDENTE: L'introduzione di queste nuove tecnologie poi ha creato anche un nuovo sistema economico, la new economy che sembrava, fino a poco tempo fa, una potenziale fonte di ricchezza inesauribile. Si era arrivati addirittura a pensare che bastasse fare un sito Internet per diventare ricchi, mentre adesso si sa che non è così. Secondo Lei, Internet, può essere una fonte di ricchezza e se sì come?

STANCA: Questo è un concetto molto importante. Eravamo quasi tutti ubriachi perché bastava chiamare "punto com" una società per fare soldi. Oggi, per fortuna, stiamo entrando in una fase più matura. Abbiamo capito che la tecnologia è il frutto di un progresso scientifico straordinario. Pensiamo come essa potrebbe trasformare la Pubblica Amministrazione, aprendola, rendendola più trasparente, più efficiente, più vicina ai cittadini. Pensiamo per esempio a quello che può fare nella medicina, nella ricerca, nel mondo del lavoro. La tecnologia non accresce solo la produttività, la competitività, ma anche la qualità della vita perché modifica il modello di sviluppo della società moderna. 

STUDENTESSA: Internet, se da un lato informa e istruisce, dall'altro, talvolta, offre contenuti di livello mediocre. Come alzare tale livello?

STANCA: Questo è quasi impossibile, perché Internet non è regolato da nessuno ed è proprio questa la sua caratteristica. Stiamo parlando di un sistema aperto, democratico, dove non c'è alcuna gerarchia. Tutti possono essere in connessione con tutti e ciò comporta, inevitabilmente, il problema della qualità di alcune informazioni. Tuttavia, io credo che sia più o meno il problema che abbiamo ogni giorno in tanti altri campi; scelgo di andare al cinema per vedere un film o in biblioteca per leggere un libro in base al mio interesse, però non sempre il prodotto mi soddisfa. Così Internet. Certamente ci sono delle fonti di informazioni che hanno meno qualità e dunque vengono da noi scartate, ma è pur vero che ve ne sono altre di straordinario sapere, di straordinaria qualità. La selezione è d'obbligo ovunque e comunque. Questa è la forza di Internet. 

STUDENTE: Ministro, se è vero come credo che l'uso costante del computer comporta dei benefici sia per il singolo che per la collettività, come mai i costi di connessione a Internet sono così elevati rispetto agli altri Paesi europei? Almeno nelle Scuole, potremmo pensare ad un fruizione del tutto gratuita di tale strumento?

STANCA: Sicuramente il costo di accesso ad Internet è un limite, ma, se si guarda indietro, esso si è ridotto enormemente grazie alla libera concorrenza che vige nel nostro Paese. La proposta della gratuità del servizio per le Scuole è interessante perché rappresenterebbe un passo importante e qualificante, grazie alla sensibilità sociale degli operatori privati in questo campo così strategico. In alcuni Paesi questo è stato fatto e credo che presto avverrà anche da noi in Italia.

Puntata registrata il 12 febbraio 2002

Biografia di Lucio Stanca

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