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Interviste

Vittorio Mathieu

La filosofia del denaro

11/6/1991
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Le radici dell'economia sono per Vittorio Mathieu filosofiche perché il denaro è sostanza ideale, il suo valore consiste infatti nell'aspettativa che ingenera, caratterizzando tutte le società umane. Anche nel baratto è presente implicitamente il denaro come misura del valore delle merci. La realtà del denaro è riferita al futuro dell'aspettativa, inoltre lo si usa non per appropriarsene, ma per alienarlo. Mathieu ribadisce il carattere ideale del denaro e della previsione, esistente solo nelle società umane e non, per esempio, in quelle animali o angeliche, esemplifica il rovesciamento della realtà nell'atto economico del 'realizzare', che è al contrario un'idealizzazione, e ritorna sul rapporto del denaro al futuro. Il denaro è il rovescio dei beni e si usa non assimilandolo, ma alienandolo. Il valore monetario di un oggetto dipende non tanto dal lavoro che vi è accumulato, ma da quello che è capace di procurare: il quadro di un pittore sconosciuto, pur avendo richiesto lavoro, può restare invenduto. Anche se le azioni più elevate non si fanno per denaro, tuttavia esso ha un valore eticamente positivo perché permette la collaborazione produttiva sulla base di una libera scelta. Il denaro è anche un mezzo di comunicazione e il suo carattere ideale lo rende strumento di persuasione e generatore di idee. E' la funzione monetaria di immagazzinamento a dare valore alle materie preziose come l'oro o i brillanti. Ma occorre distinguere tra denaro e moneta, il cui conio rappresenta la garanzia dell'origine; anche degli oggetti possono fungere da moneta, come i pezzi di cuoio dell'isola di Man o le conchiglie della Polinesia. Il supporto fisico è ormai indifferente, come dimostrano le attuali transazioni di denaro, confermandone il carattere simbolico. Ciò che serve a stabilire il valore è in realtà la proporzione rispetto ad una qualsiasi unità di misura, come risulta già in un episodio dell'Iliade. Rimandando anche alla scuola di Chicago, Mathieu critica quindi la posizione del monetarismo, che ritiene il denaro un oggetto fisico, mentre si tratta di una realtà ideale. Si spiega poi il processo dell'inflazione come frode del debitore e trasferimento sulla moneta delle perdite di capitale, a questo proposito è rievocata la funzione tradizionale del capitalista come 'rentier'. I fenomeni dell'ossessione del guadagno e della demonizzazione del denaro sono paralleli ed indicano la mancanza di altre ambizioni, visto che un mezzo si sostituisce a scopi e a desideri. La connessione internazionale e le accresciute possibilità di comunicazione hanno portato ad una maggiore stabilità in borsa. Nella sfera economica esistono leggi autonome, indipendenti dall'arbitrio del singolo, come risulta dai meccanismi dei prezzi, ma non si può ridurre tutto il comportamento all'aspetto del tornaconto. Non è necessario riflettere invece sul vantaggio del sistema di collaborazione regolato dal denaro rispetto al sistema della schiavitù, occorre piuttosto considerare che persino nella produzione il denaro non è tutto, come dimostrano le aziende familiari, il mecenatismo o la beneficenza.

Roma, Museo Numismatica della Zecca dello Stato, 11 giugno 1991


Biografia di Vittorio Mathieu

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