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Interviste

Michael Walzer

Interpretazione e critica sociale

25/5/1992
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Nel campo della filosofia morale l'approccio più antico è quello della scoperta di leggi morali, in cui si presuppone che la moralità esista di per sé, si ha poi quello dell'invenzione di sistemi morali attraverso metodi filosofici, infine il punto di vista interpretativo, che Michael Walzer condivide, considerandone anche la dimensione pubblica. L'approccio interpretativo è più realista, perché considera la realtà storica del mondo morale e ne riconosce il carattere comunitario. La sua non è una posizione antiteoretica, si intende piuttosto rispettare la provvisorietà di ogni discorso morale, che per sua natura non può mai giungere ad una certezza definitiva. I filosofi che cercano i principi fondamentali della moralità mirano ad un terreno saldo che però Walzer ritiene impossibile trovare, occorre pertanto volgersi ad imprese più realistiche. Certamente è possibile trovare principi minimi validi per qualsiasi società, ma essi sono astratti ed inutilizzabili per comprendere gli ideali sui quali si basa sia il potere che la rispettiva critica sociale. La critica sociale non ha il carattere privato della lamentela, ma si svolge in pubblico, è attività che richiede coraggio ed iniziativa, ma rischia di svilirsi nella presunzione e nell'isolamento. La critica sociale va esercitata nel confronto con i propri simili, da essa dipende la vitalità politica e morale di una democrazia. I critici sociali devono essere per Walzer dei narratori che raccontano interpretazioni con una morale (l'esempio addotto è Fontamara di Silone), al fine di provocare una riflessione storica e un sentimento di solidarietà. La distanza critica non è un allontanamento volto a raggiungere l'impossibile imparzialità di una visione 'dall'alto', occorre piuttosto prendere le distanze dalle relazioni di potere senza recidere i legami con la società stessa, come fecero Orwell, Camus e Silone. Il Marcuse di L'uomo a una dimensione non è riuscito invece a stabilire un contatto con la cultura criticata, il che ha condotto a risultati caricaturali. Se anche, soprattutto nel XX secolo, la disperazione e la fuga sono sembrate talvolta le uniche reazioni possibili, Walzer ricorda che i valori morali della tradizione hanno comunque permesso di resistere anche nell'isolamento, a questo proposito rievoca la figura del poeta sudafricano Breytenbach e la sua riflessione sulla funzione dell'esule e sul suo compito di ‘abbaiare ai confini’. Walzer riflette quindi sull'America e sulla società americana, in particolare sul multiculturalismo che la fa essere una nazione di nazionalità. Per concludere Walzer si confronta con il comunitarismo, di cui accetta l'assunzione dell'importanza sociale e morale della comunità, rifiutandone però l'esagerazione, che fa perdere di vista i valori irrinunciabili dell'individuo e del pluralismo.

U.S.A., Princeton University, 25 maggio 1992


Biografia di Michael Walzer

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