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Interviste

Carlo Augusto Viano

L'utilitarismo

21/2/1994
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Rifiutando l'idea che l'utilitarismo sia una costante dell'intera storia della filosofia e in generale della tradizione culturale occidentale, C.A. Viano individua i suoi fondatori in J. Bentham e nei Mill, ovvero nell'ambiente anglosassone a cavallo fra il settecento e l'ottocento. Il movimento diffonde idee nuove come la parità dei diritti fra i sessi e appoggia istituzioni innovative come lo University College, chiamato Godless Gollege: il "Collegio senza Dio" poichè privo dell'insegnamento teologico. L'utilitarismo è un movimento unitario simile al positivismo per le reazioni suscitate nel resto dell'Occidente: esso viene considerato una sorta di "demone" che ha commesso innumerevoli errori, un "demone" di cui si teme, però, che abbia fin troppa ragione. Alle origini dell'utilitarismo c'è la priorità affidata al sapere utile,rispetto a quello dotto, erudito. All'idea del sapere pratico ed utile, che rompe con i criteri del sapere dotto, dell'erudizione, si a ccompagna la convinzione che l'utile sia fonte di piacere per l'uomo. Viano individua un nesso fra l'economia politica e l'utilitarismo. Essi si incontrano nella ricerca di una nuova organizzazione delle relazioni sociali, soprattutto nell'esigenza di abbandonare il modello giuridico-economico medievale. A questo proposito è importante sia la lotta di Bentham contro la "common low", un insieme di leggi comuni non scritte, non codificate, provenienti dalla prassi giuridica medievale, sia la sua difesa dell'usura. Le concezioni giuridiche di Bentham si distanziano da quelle teorie che vedono nella legge l'espressione dell'ordine divino e da quelle che invece danno un valore convenzionale alla legge, per cui la norma giuridica è frutto di un contratto sociale. Per dire che cosa è la legge Bentham pensa alla "sanzione". Le vere leggi sono quelle che prevedono una sanzione, se trasgredite. Esse richiedono quindi che esista un sovrano, un governo in grado di sancire e applicare una pena. La l egge, quindi, non è connessa all'ordine divino o al contratto sociale, come per Rousseau,ma alla volontà del sovrano e al fondamentale concetto di pena e di dolore. La riflessione sulla legge si riallaccia anche al problema della scelta della azione "giusta". Bentham intende risolvere questo problema affidando la scelta al calcolo delle conseguenze piacevoli e/o spiacevoli che le azioni possono provocare. La teoria del calcolo fa,però, nascere dubbi e perplessità sulla misurabilità dei sentimenti di piacere e/o dispiacere , dubbi che spinsero J.S. Mill a parlare di "una distinzione qualitativa" e non quantitativa dei piaceri. Il criterio del calcolo delle conseguenze di un'azione rappresenta, comunque, un'importante innovazione rispetto alla morale kantiana, poichè la legge morale a priori di Kant non prevede affatto la possibilità di essere modificata in base alle conseguenze piacevoli e/o spiacevoli che può causare. L'applicazione del calcolo alla teoria del piacere e/o dispiacere unisce l'utilitarismo alle teorie economiche. Fu Edgeworth, un importante economista della seconda metà dell'ottocento inglese, ad associare la teoria utilitarista con l'analisi matematica. All'utilitarismo hanno attinto correnti e pensatori del tutto diversi e in alcuni casi opposti. Ad esso si sono, infatti, richiamati i cosiddetti teorici dell'economia del benessere, ma anche V. Pareto, certamente distante dalla scuola di economia di Cambrige. A.C. Viano espone le differenze fra l'utilitarismo e la filosofia tedesca dell'ottocento, sottolineando l'interesse di Bentham per il mondo francese, in particolare per la Rivoluzione francese e per una scienza nata in quel contesto: la statistica. Le conclusioni dello studioso italiano riguardano l'utilitarismo come presupposto di una democrazia liberale. Egli ricorda il nocciolo del pensiero sociale utilitarista: istituire un termometro morale nella società come criterio di giustizia - avanzando però alcune perplessità sull'oggettività della misurazione,poichè la rilevazione termometrica è sempre suscettibile di manomissioni e contraffazioni.

Torino, abitazione, 21 febbraio 1994


Biografia di Carlo Augusto Viano

Aforismi derivati da quest'intervista

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