Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
www.filosofia.rai.it
Search RAI Educational
La Città del Pensiero
Le puntate de Il Grillo
Tommaso:
il piacere di ragionare
Il Cammino della Filosofia
Aforismi
Tv tematica
Trasmissioni radiofoniche
Articoli a stampa
Lo Stato di Salute
della Ragione nel Mondo
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
Le biografie
I brani antologici
EMSF scuola
Mappa
© Copyright
Rai Educational
 

Interviste

Giovanni Reale

Agostino

18/2/1994
Documenti correlati

Giovanni Reale afferma che Agostino non è, come si crede, il primo filosofo medievale ma è ancora del tutto interno al pensiero antico: rappresenta la componente cristiana del filone platonismo. La grande curiosità che il suo pensiero suscita ancora oggi in moltissimi lettori si deve alla sua capacità di parlare assieme all'intelletto e al cuore dell'uomo.
Il platonismo gli aprì la strada al cristianesimo indicandogli come con la pura ragione si comprenda l'esistenza, oltre il piano sensibile, del piano dell'intelligibile. L'integrazione che Agostino propone tra fede e ragione - per cui si crede per poter capire e viceversa si comprende per poter credere - è per Reale un paradigma irreversibile dell'Occidente ancora pienamente attuale. Egli così ha mostrato la necessità che fede e ragione convivano costruttivamente, dato che nella vita non vi è mai un momento in cui una delle due facoltà si eclissa. Recentemente si collega il neoplatonismo di Agostino più che a Plotino al suo discepolo Porfirio, il quale attua una migliore integrazione fra Platone e Aristotele ed una coincidenza della idea dell'Uno, del principio primo, coll'essere supremo al di sopra di tutte le cose. Agostino interpreta questo concetto, presente anche nel testo Biblico e nel Vangelo, come unificazione della umanità tramite Cristo in Dio. La comprensione della propria anima e di Dio sono i veri problemi di fondo in Agostino, a cui trova risposta unitaria nel legare la comprensione di sé a quella della propria origine, cioè a Dio.
Per Reale il contributo, teologico più che filosofico, di Agostino rispetto ai suoi maestri pagani è di aver compreso che non basta la sola ragione per raggiungere l'aldilà ma vi è bisogno anche dell'umiltà di affidarsi a Cristo. Nel distaccarsi dalla concezione manichea, a cui prima aderiva, Agostino leva al male il carattere di principio opposto al bene e ne fa un effetto implicito nella libertà data all'uomo da Dio. La grandezza del pensiero di Agostino sull'amore sta nell'aver superato l'Eros platonico - il desiderio di conquistare la bellezza assoluta - con l'Agàpe, ovvero con la donazione disinteressata ad imitazione di ciò che Dio fece donando Cristo per l'uomo. Agostino supera anche la concezione negativa della materia, che rendeva a un greco impensabile l'incarnazione di Dio, introducendo il concetto di creazione dal nulla che rende positiva la materia e la carne. Reale conclude con una serie di riflessioni su "La città di Dio" di Agos tino, e dei suoi legami con la "Repubblica" di Platone.

Milano, Universita' Cattolica, 13 dicembre 1994


Biografia di Giovanni Reale

Aforismi derivati da quest'intervista

Interviste dello stesso autore

Tutti i diritti riservati