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Interviste

Reinhart Koselleck

Storia dei vinti e storia dei vincitori

5/6/1992
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Se Churchill e Mommsen sono esempi di storici che scrissero dalla parte dei vincitori, molti altri furono altrettanto validi nella veste dei vinti, come Erodoto, Tucidide, Polibio, Tacito, Agostino, Machiavelli, Guicciardini, Marx, Taine, spesso anzi il vinto risulta essere lo storico più lucido ed innovativo, proprio per la necessità di spiegare l'insuccesso. Per quanto riguarda una possibile somiglianza con la letteratura nell'esperienza dello scacco che diventa molla del processo creativo ed interpretativo, Koselleck invita alla cautela e, riprendendo l'esempio di Erodoto, costretto a spiegare una vittoria inverosimile, lo paragona a Ranke e Droysen, storici di alto livello, anche letterario, che scrissero però dalla parte dei vincitori; non necessariamente la grande produzione intellettuale nasce da esperienze negative . D'altronde la condizione di esser sconfitti non è sufficiente a produrre da sola un buon livello di storiografia, come risulta dalla produzione tedesca successiva alla Prima guerra mondiale, che non seppe elaborare, né spiegare sufficientemente la sconfitta subita . Per concludere Koselleck riflette su una lettura iconografica della storia attraverso i monumenti ai caduti, che offrono un messaggio non verbale di interpretazione ed elaborazione storica : si tratta di un'estetica politica che, in particolare a partire dalla Rivoluzione francese, ha enfatizzato positivamente il gesto eroico e patriottico e, dopo le catastrofi della Seconda guerra mondiale, ha espresso piuttosto il dolore e la lacerazione, problematizzando l'impossibilità di celebrare nella morte in guerra un messaggio positivo.

Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, 5 giugno 1992


Biografia di Reinhart Koselleck

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