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Interviste

Giuseppe Billanovich

Il ruolo della filologia umanistica tra Medioevo e Rinascimento

4/5/1990
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La filologia, o «amore del discorso», é un'arte difficile in quanto richiede una buona conoscenza delle lingue antiche. Per il filologo umanista diventa fondamentale conoscere il latino e il greco (che insieme all'ebraico divengono in Europea le tre lingue sacre) . Inizialmente furono le grandi biblioteche delle cattedrali come Chartres, a raccogliere i tesori dell'antichità; fondamentale fu anche l'opera dei mercanti italiani che riportarono alla luce antiche ricchezze, come le tragedie di Seneca, riscoperte nel Trecento. Con Plauto si riscoprì il teatro classico, con Tito Livio e Tacito, rubato da Boccaccio a Montecassino, con Erodoto e Tucidide la storia . Alla Sorbona il giovane Petrarca riscoprì Properzio e Catullo, ma anche i geografi latini che in seguito influenzeranno positivamente l'interesse per nuovi orizzonti geografici . Petrarca ebbe inoltre la biblioteca più grande del suo tempo e possedette testi assai preziosi che avrebbero avuto in seguito grande influenza . Nel giro di cent'anni si amplieranno enormemente le conoscenze e cambieranno persino i programmi scolastici. Al centro della nuova cultura umanistica sta la conoscenza di Cicerone, di Plinio il giovane e Plinio il vecchio, che media nuovi interessi scientifici, di Plauto, che insieme ad una rinnovata lettura di Terenzio alimenta il nuovo teatro. Gli umanisti rimisero in circolazione anche testi già noti, come le Epitomi di Giustino: le grandi novità del '300 e del '400 furono appunto la riscoperta dei testi e del greco . Opere di Valla e di Poliziano si diffusero in tutta l'Europa e certamente si può paragonare Valla ad Erasmo, anche se assai diversa fu l'epoca; Billanovich ricorda quindi i progressi fatti recentemente nelle scienze storiche e letterarie. Petrarca ebbe a suo parere una funzione culturale impareggiabile, tanto da trasformare non soltanto la cultura, ma anche la vita quotidiana, per esempio influenzando la fondazione di biblioteche, l'arte di scrivere lettere o di leggere. Essenziali furono i contatti internazionali di Petrarca, favoriti anche dalla vita cosmopolitica di Avignone, Billanovich identifica anzi umanesimo e petrarchesimo, anche in seguito all'influenza che Petrarca ebbe su altre letterature o sull'arte . Billanovich ammonisce a non confondere tra loro i termini «umanesimo» e «umanista»: umanista è termine dell'epoca ed indica il professore di latino, che acquista dappertutto nel '400 un grande prestigio .Rispetto ai precedenti sostegni della scrittura, con i codici si ha una standardizzazione nella produzione dei testi, tuttora conservati in numero considerevole in Italia e collezionati in America.

Napoli, Biblioteca Nazionale, 4 maggio 1990


Biografia di Giuseppe Billanovich

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