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Interviste

Luigi Ruggiu

Il poema di Parmenide: mito e logos

16/3/1988
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Secondo Luigi Ruggiu nel poema di Parmenide abbiamo la compresenza di due diverse forme di espressione, una logico-razionale e l'altra mitico-religiosa, perché egli vive in un contesto culturale in cui si adottano due diversi codici linguistici per parlare dello stesso oggetto . In questa prospettiva non c'è nessuna contraddizione tra la rivelazione della dea e il logos che disvela il senso della verità dell'essere; in Parmenide, infatti, la tradizione mitica attinta da Omero ed Esiodo è piegata verso un senso razionalistico: la dea afferma che occorre giudicare secondo la necessità del logos . Nel proemio domina la metafora del viaggio presente nell' Odissea e in tutti i miti che rappresentano il tentativo di penetrare nel regno dell'Ade: in Parmenide la via (odòs) si configura come metodo, come percorso di ricerca, nel quale il filosofo è guidato dalla divinità come nei riti misterici di iniziazione; il tema della via, poi, sarà ripreso nei frammenti successivi dove si distingue la via della verità e la via dell'opinione. Respingendo l'unilateralità delle interpretazioni tradizionali del proemio - quella di carattere allegorico e quella di carattere naturalistico - Luigi Ruggiu sottolinea la presenza di un complesso intreccio di moduli stilistici e linguistici, in cui logos e mito scaturiscono da una stessa fonte, mantenendosi in una zona di confine . Ruggiu interpreta il proemio come la prefigurazione dell'intero poema : la dea intende rivelare al filosofo sia il "cuore ben rotondo della verità", sia le "opinioni dei mortali" sia il fatto che "le cose che appaiono devono essere del tutto". Quest'ultima affermazione, secondo Ruggiu, è la prova che Parmenide non intende negare l'esperienza, come credono gli interpreti tradizionali, ma affermare il valore dell'esperienza e delle cose che appaiono alla luce della verità dell'essere.

Venezia, Biblioteca Marciana, Sala dei Filosofi, 16 marzo 1988


Biografia di Luigi Ruggiu

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