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Interviste

Luigi Ruggiu

L'essere parmenideo e le sue principali interpretazioni

16/3/1988
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Ruggiu inizia descrivendo la distinzione parmenidea tra figure della notte e figure del giorno come figure che scaturiscono dalla stessa realtà. È Aristotele che riconduce gli aspetti solari all'essere e gli aspetti notturni al non-essere, ponendo le basi per quella interpretazione, che Ruggiu ritiene insostenibile, secondo la quale il sentiero del giorno esprime l'essere e la verità e il sentiero della notte esprime il non essere e l'errore. Parmenide non intende negare il valore dell'esperienza, del molteplice, delle cose che appaiono, per attingere un essere indistinto e indicibile, ma intende spiegare il valore delle cose molteplici alla luce dell'intero, entro cui si collocano la verità e l'opinione . L'interpretazione originale di Ruggiu attenua anche la distanza che separa Parmenide ed Eraclito: entrambi, infatti, intendono cercare l'unità del molteplice. Parmenide non condanna l'esperienza sensibile, ma condanna la separazione delle cose dall'essere, confondendo, per esprimersi in termini heideggeriani, l'essere con l'ente . Netto è il rifiuto da parte di Ruggiu dell'interpretazione tradizionale che, a partire da Melisso, Platone ed Aristotele, fino a Spinoza ed Hegel, ha consegnato alla storia del pensiero un Parmenide assertore dell'unità assoluta, che condanna l'esperienza e i sensi. Non si tratta però di una falsificazione di Parmenide ma di una reazione comprensibile di fronte alla provocazione parmenidea . Con Hegel, poi, si arriva al paradosso di fare di Parmenide un nichilista che afferma un essere unico, indifferenziato, indicibile e, come tale, equivalente al nulla . Ruggiu conclude analizzando l'epressione parmenidea «cose presenti e cose assenti».

Venezia, Biblioteca Marciana, Sala dei Filosofi, 16 marzo 1988


Biografia di Luigi Ruggiu

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