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Interviste

Jacques D'Hondt

Il metodo cartesiano

27/4/1990
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Dopo alcune considerazioni sul ruolo positivo che la critica svolge nell'interpretazione dei classici in filosofia, D'Hondt accenna alla fortuna delle opere di fisica e metafisica di Cartesio, soffermandosi sul dibattito in corso sul Discorso sul Metodo e sulla sua carica innovativa. D'Hondt passa quindi a trattare delle quattro regole del metodo cartesiano: l'evidenza, di cui mette in risalto la carica anti-autoritaristica; l'analisi, che prescrive di dividere il più possibile la totalità per conoscerne i dettagli e quindi rendere più facile arrivare ad essa; infine l'ordine nella ricerca e l'enumerazione, che consiste in una rassegna generale per essere sicuri di non dimenticare nulla. Il metodo cartesiano, secondo D'Hondt, rappresenta un procedimento di verifica della conoscenza, più che un'indicazione di valore euristico: è stato scoperto esso stesso seguendo un "metodo costituente", e non costituito. Una situazione analoga D'Hondt vede anche nel metodo kantiano, esposto come "costituente" nella seconda introduzione alla Critica della Ragion Pura.

Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazza serra di Cassano, 27 aprile 1990


Biografia di Jacques D'Hondt

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