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Interviste

Emmanuel Lévinas

Testimonianza filosofica

5/5/1994
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Emmanuel Levinas rievoca gli anni dei suoi studi universitari a Friburgo, dove si recò prima che "Hitler diventasse Hitler". Vi era già stato per due semestri per seguire le lezioni Husserl e poi incontrò Heidegger, di cui rimase affascinato. Levinas fa poi ritorno in Francia prima che Hitler salisse al potere, nel 1932. E in seguito per giustificare il fatto che Heidegger si era compromesso con il nazismo, il filosofo francese adduce la genialità del maestro tedesco. Prima della sua permanenza a Friburgo, in Francia, Levinas aveva conosciuto Jean-Paul Sartre di cui apprezzava il pensiero "audace e regolare". La sua formazione filosofica inizia con Charles Blondel che incarnava la "luminosità dello spirito francese, la clarté, l'ordine". Subisce anche l'influenza di León Brunschvicg e di tutta la tradizione cartesiana della filosofia francese. Accanto all'incontro con Heidegger e Husserl, Levinas ricorda l'altro grande evento della sua vita: il rapporto con Monsieur Chouchani, un genio talnudico, che aveva il "Talmud dentro, incarnato, vivente". Questo sapiente ebreo gli trasmette il "vigore intellettuale nella crudezza nella potenza del Talmud". La sua tradizione familiare ebraica viene alimentata, dopo questo incontro decisivo, da un "giudaismo vivente". Husserl viene descritto come "splendido genio" che rappresenta il filosofo tedesco tradizionale, legato a doppio filo con la fenomenologia. Levinas parla del suo incontro con Jacques Derridà, anche lui passato attraverso Heidegger e Husserl. Poi accenna alla sua lingua madre, il russo, che però non ha utilizzato per le sue opere filosofiche che ha scritto in francese o in tedesco, infarcendole di riferimenti in greco e latino. Infine, il filosofo afferma che per gustare il Talmud bisogna essere ebrei, e aver sofferto come ebreo ed in cui "c'è una piccola responsabilità di un certo Hitler...".


Biografia di Emmanuel Lévinas

Aforismi derivati da quest'intervista

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