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Interviste

Paul K. Feyerabend

Riflessioni sulla scienza, l'educazione e la societÓ

11/10/1993
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Invitato a discutere di due alternative teoriche che possono essere in contraddizione fra loro - il criterio della corrispondenza fra teoria e realtÓ e quello della coerenza logica - Feyerabend risponde affermando che non darebbe grande importanza a tale alternativa. Essa non avrebbe rilievo per la scienza, acquisterebbe significato solo per la riflessione metafisica. A proposito di Galileo Galilei, Feyerabend sostiene che il cosiddetto istinto del grande scienziato non porta da nessuna parte. Molti grandi scienziati - Newton, Einstein - seguendo il loro istinto hanno formulato ipotesi sbagliate. Sostenere che Galileo ebbe un grande istinto non dice nulla sulla validitÓ delle sue ipotesi. Anzi nelle sue dimostrazioni Galileo - come del resto i suoi avversari - us˛ una grande quantitÓ di argomentazioni retoriche e questo perchŔ la disputa fra tolemaici e copernicani non poteva essere portata avanti con argomentazioni pi¨ rigorose. La scienza deve stare attenta alle conseguenze sociali del proprio operare e al tempo stesso deve essere libera. Per questo lo studioso di origine viennese denuncia una dipendenza troppo stretta della scienza dallo stato, dai finanziamenti pubblici. Sarebbe auspicabile una maggiore libertÓ dello scienziato, da un lato, e un maggior controllo dei finanziamenti pubblici della ricerca, dall'altro . Dopo aver condiviso l'idea di alcuni protestanti di insegnare la Genesi biblica nelle scuole al pari delle teorie darwiniane , Feyerabend richiede un tipo diverso e pi¨ razionale di educazione a partire dalla stessa scuola elementare. La nuova educazione deve tener pi¨ conto della cura del proprio corpo e della guida dei ragazzi nelle scelte professionali . Feyerabend pensa che una scelta politica importante sia intervenire nel mondo per combattere la miseria, la guerra e la morte.


Biografia di Paul K. Feyerabend

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