M.Grmek spiega il rapporto che si è stabilito nella storia tra filosofia e medicina.
Poi egli mostra come nella formazione della medicina ippocratica non rientri solo
l'influsso della filosofia anche se essa contribuisce; quindi egli accenna al pensiero di
Empedocle, sia per evidenziare il contributo filosofico alla medicina, sia per far notare
la differenza tra l'approccio filosofico e quello medico. In seguito M.Grmek parla della
dietetica e della ginnastica riferendosi a Pitagora, discipline che oltre alla filosofia,
rientrano nella formazione del pensiero medico; inoltre egli argomenta intorno l'influsso
del pensiero medico sulla storia del pensiero filosofico greco e successivamente discute
il ruolo e l'influsso della medicina" nella genesi del pensiero filosofico di
Aristotele ". Poi egli sottolinea, anche accennando a Galeno e alla Scuola
alessandrina, la stretta relazione tra filosofia e medicina nell'antichità; quindi
esamina le scuole mediche che si sono susseguite dopo la tradizione ippocratica in Grecia.
In un secondo tempo M.Grmek si sofferma intorno le nuove riflessioni del XIX secolo
sulla malattia, e pone l'attenzione sul" processo immunologico dell'organismo ".
Poi afferma che non esiste un concetto unitario di malattia e perciò esamina il
problema di una classificazione delle malattie. Poi egli mostra i momenti di progresso che
si sono avuti nel campo medico,soprattutto dopo il 1800 e analizza il concetto di
"patocenosi "; quindi elenca i momenti di "rottura della patocenosi"
nella storia delle popolazioni,sottolineando il "neolitico" e quelli del 1880,
caratterizzati dagli interventi umani voluti. Infine egli parla dell'Aids e del rapporto
tra malattia e concetto di male, introducendo la questione filosofica della Teodicea.