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Interviste

Eugenio Lecaldano

I fondamenti della morale

10/11/1989
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Lecaldano mette in rilievo due classi di problemi morali: quelli relativi alla vita eticamente "buona", che ciascuno vuole condurre, e quelli legati alle questioni più generali della giustizia e della politica. Secondo Lecaldano bisogna affrontare la questione della fondazione della morale : dal '600 entrano in crisi le fondazioni morali basate sul comando divino o su una decisione demandata ad una autorità. Due possono essere le soluzioni: negare qualsiasi fondazione o concentrarsi su nuove procedure con una rinnovata analisi della natura umana. Nell'esame della natura dell'uomo si possono individuare tre modelli proposti rispettivamente da Hobbes, Hume e Kant. Hobbes ritiene che il movente fondamentale dell'individuo sia la ricerca del proprio benessere, e per poter giungere ad una vita morale propone una soluzione contrattualistica, capace di mediare le diverse inclinazioni egoistiche. Hume ritiene invece che nell'uomo sia presente una "benevolenza" ed il consolidamento di questa inclinazione non egoistica conduce alle "convenzioni" etiche. Diversamente da Hobbes, che ricorre ad una procedura contrattualistica, garantita dall'autorità, Hume insiste sull'inclinazione generosa, anche se limitata, dell'uomo che si consolida attraverso il lento processo della civilizzazione. La soluzione kantiana non è fondata sull'indagine della natura umana, ma sull'analisi della struttura e del funzionamento a priori della volontà. Kant definisce così le regole a priori che configurano la volontà come legge universale. Lecaldano accenna, infine, ad un confronto tra il pensiero moderno che insiste sulla nozione di universalità del discorso morale, e il pensiero contemporaneo, che - con Hare - ricorre all'espressione di universalizzabilità, delineando un approccio alla morale non più cognitivistico.

 


Biografia di Eugenio Lecaldano

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