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Interviste

Margherita Isnardi Parente

Platone politico

16/4/1992
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Dopo aver individuato il nucleo essenziale della Repubblica di Platone in un progetto pedagogico a favore di una classe dirigente e non nell'elaborazione di un modello di stato utopico, Margherita Isnardi Parente si sofferma proprio sulle parti realistiche di questo dialogo: la critica alla democrazia ateniese in cui Platone rintraccia tratti demagogici e tirannici; la proposta di una giustizia fondata sulla distribuzione equilibrata delle competenze e dei doveri e l'analisi dei vari tipi di costituzioni politiche viste come degenerazioni di una norma assoluta o ideale, che per Platone è più reale di ciò che esiste empiricamente. Secondo la Isnardi Parente quello di Platone non è né uno stato fondato sull'immobilismo delle caste e sul privilegio del censo- perchè l'aristocrazia di Platone non indica la nobiltà per nascita, ma la nobiltà intellettuale-né su un comunismo sociale, perchè dei governati Platone si disinteressa e si preoccupa piuttosto di un comunismo etico che abolisca l'egoismo dei governanti nell'esercizio del potere . La Isnardi Parente illustra, poi, il motivo del filosofo- reggitore che, nella Repubblica, governa una realtà immobile, nel Politico deve adattare la legge ai casi mutevoli della realtà e ne Le Leggi sembra addirittura eclissarsi per diventare il consigliere, in materia di religione e costumi, dei magistrati. A proposito del tentativo di far diventare filosofi gli uomini di governo e non semplicemente di far diventare politici i filosofi, la Parente illustra i ripetuti viaggi fatti da Platone a Siracusa presso Dionisio il Vecchio e Dionisio II e le sue movimentate vicissitudini ricordando le ragioni che Platone stesso adduce nella VII Lettera per giustificare l'abbandono di Atene: la condanna delle degenerazioni della democrazia ateniese, che aveva condannato a morte un uomo giusto come Socrate; la fiducia, ben presto disattesa, di educare alla filosofia il giovane Dionisio e suo cugino Dione. L'impegno politico di Platone, però, non deve farci dimenticare che per la cultura greca, ad eccezione della sofistica che faceva del sapere una vera professione, il filosofo è destinato essenzialmente alla vita teoretica e solo in condizioni eccezionali si immerge nei tumulti della vita pratica. L'ideale platonico di un'educazione dell'uomo politico attraversa tutta la cultura occidentale: a partire da Roma si trasmette al nostro Medioevo, all'Umanesimo, fino ad Hegel. Anche se il platonismo politico subisce interpretazioni stravaganti e filologicamente scorrette che si sono spinte addirittura a vedere in Platone un teorico del razzismo o del totalitarismo come vuole Popper, la cui interpretazione è decisamente respinta dalla Parente , che non guarda con simpatia i vari tentativi di rendere "attuali" i filosofi e ritiene che la vitalità di Platone stia nella sua statura teoretica e morale, nel suo invito alla prevalenza della ragione sulle passioni e non in una presunta "attualità" della sua filosofia.


Biografia di Margherita Isnardi Parente

Aforismi derivati da quest'intervista

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