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Interviste

Ernst Mayr

Filosofia ed evoluzione

2/6/1992
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La filosofia della scienza si rivolge ormai anche alla biologia, che, a partire da Darwin, ha confutato l'essenzialismo e la teleologia, nella considerazione della natura, ponendo in rilievo piuttosto il programma genetico. Secondo Ernst Mayr la biologia rivendica il valore eccezionale di ogni evento rivalutando il caso, il concetto di causalità, la coloritura teleologica della selezione e il tema del libero arbitrio. Per quanto riguarda la metodologia, per la biologia è importante non solo l'esperimento, ma anche l'osservazione, il confronto e l'elaborazione di nuovi concetti, così come il tempo e l'unicità. Mayr considera quindi l'influenza dell'essenzialismo e del pensiero tipologico nel suo rifiuto della selezione e dell'evoluzione. Vengono sottolineati i limiti e i pregi della «biologia sociale» e della «epistemologia evoluzionistica», considerata nel complesso mal fondata. Mayr parla quindi della coscienza, della mente e della vita. Per coscienza egli intende l'insieme di determinati processi, non reificabili in un oggetto in realtà inesistente. Per Mayr non esiste un abisso tra le scienze della natura e le scienze umane e la filosofia della biologia, diversamente da quella più vicina alla fisica, getta un ponte verso l'uomo, anche rispetto alla sfera dei doveri e delle azioni, e quindi verso l'etica.


Biografia di Ernst Mayr

Aforismi derivati da quest'intervista

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