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Interviste

Ramjee Singh

Gandhi

25/8/1993
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Ramjee Singh espone le influenze sul pensiero di Gandhi provenienti sia dal mondo occidentale sia da quello orientale. Per quanto riguarda l'Occidente, Gandhi ha tratto grande insegnamento dalla figura di Socrate e dal Cristo. Egli si è,inoltre, avvicinato al pensiero liberale e non violento. Per quanto concerne l'Oriente egli è stato molto vicino ai Veda Upanishad, da cui ha concluso che l'intero mondo è ispirato dalla presenza del divino. Gli uomini, dunque, non possono permettersi di fare del male a nessuno. Egli ha seguito poi strettamente il Bhagavadgita. Il Bhagavadigita gli ha insegnato a procurarsi l'energia per tollerare con serenità la sofferenza e per affrontare il piacere con tranquillità. La nozione di non-violenza di Gandhi è molto ampia e non si limita al rispetto per le persone, ma comporta il rispetto per la società e per l'ambiente ed inoltre non è affatto sinonimo di passività e remissività. Egli ha combattuto il dominio britannico in India,professando la non violenza. R. Singh precisa come solo apparentemente l'impero britannico sia stato un dominio coloniale basato sul rispetto del diritto. Anch'esso si è macchiato di delitti ed ha esercitato violenza anche sui non-violenti. La professione di non-violenza di Gandhi, quindi, non era facilitata dal tipo di potere esercitato in India dal colonialismo britannico. R. Singh è convinto del fatto che il potere non è mai condiviso democraticamente se è ottenuto con la violenza. Professando la non-violenza è,invece, possibile che ci sia una organizzazione democratica del potere. Alla domanda se Gandhi avrebbe giustificato gli ufficiali tedeschi che attentarono alla vita di Hitler, Singh risponde che Gandhi non giustificava Hitler nè i suoi attentatori. Egli professò sia in Europa che in Africa e in India la pace e la non violenza. L'idea di Gandhi era: se non si è in grado di dare la vita non è possibile toglierla. Il suo modo di combattare il nazismo sarebbe stato quello di parlare "al cuore" di Hitler così come fece Buddha con l'imperatore Asoka il quale, monarca crudele, divenne il primo imperatore non violento del mondo dopo l'incontro con Buddha. Per Gandhi è centrale il principio del satyagraha ossia della"fermezza nella verità". Questa idea fa della verità un principio morale fondamentale che si riallacia,in una certa misura, all'idea socratica del comportamento virtuoso. Strettamente connessa alla morale è la religione. Gandhi ha sostenuto la necessità di una religione etica e di fronte ad un conflitto fra morale e religione ha sempre affermato la necessità di abbandonare la religione. Egli ha creduto, inoltre, in una sostanziale unità delle religioni. Un vero Indù deve essere anche un vero Cristiano e un vero Musulmano. Il rapporto con i Britannici,con l'Occidente in generale, è stato variegato. In primo luogo è necessario dire che Gandhi "odiava" l'impero britannico, ma non gli inglesi. "Ama il tuo nemico" questa era la parola di Cristo che egli fece sua. Combattendo l'imperialismo Britannico, egli ha combattuto l'ingiustizia e la tirannia,ma questo non gli impedì di ammirare il diritto britannico e quindi la democrazia, di cui il diritto Britannico è stato il primo esempio nella storia umana. Nei confronti delle democrazie reali del mondo occidentale Gandhi è stato,però, fortemente critico. Esse nascondono una sostanziale tirannia poichè non è mai vermente il "demos", il popolo, a governare, ma il gruppo oligarchico dei capi dei partiti. Gandhi ha fortemente criticato anche le deviazioni dello sviluppo tecnologico. Il suo rifiuto non era rivolto alle macchine in quanto tali, ma all'uso distorto della tecnologia che ha portato, ad esempio, all'armamento bellico quando più della metà della popolazione mondiale vive nella fame e nella miseria .Le riflessioni del professore Singh si rivolgono ora al discepolo di Gandhi, ossia a Nehru, al protagonista della vita politica indiana, successiva a Gandhi. Nehru è rimasto fedele ad alcuni presupposti importanti delle teorie di Gandhi: la neutralità nei rapporti internazionali, l'impegno per la secolarizzazione dell'India, la lotta,cioè, contro gli integralismi religiosi, l'esigenza di dare solide basi alla democrazia in India ed in ultimo la volontà di lottare contro la miseria. Il fondamentale punto di divergenza si è rivelato nel giudizio dello sviluppo tecnico occidentale. La critica alla tecnologia occidentale portò Gandhi a concepire un piano di sviluppo economico e sociale del tutto radicato nella tradizione rurale dell'India. Nehru, invece,era affascinato dalla concezione occidentale di sviluppo. E Il professore Singh crede che Nehru abbia sbagliato a seguire i criteri dello sviluppo occidentale. Il pensiero di Gandhi è molto istruttivo anche per quanto riguarda i problemi ecologici davanti ai quali è posta la moderna società consumistica. L'abuso delle risorse energetiche ed alimentari del pianeta può avviarsi a soluzione solo se si seguono le massime di Gandhi relative alla semplicità di vita. L'appello allo stile di vita semplice non è una risposta moralistica o reazionaria ai problemi ecologici attuali, ma - afferma Singh- una soluzione "scientifica" e razionale. Il problema del consumismo nasce in occidente, ma riguarda ogni tipo di cultura che abbia avuto contatti con il mondo occidentale. La soluzione suggerita da Singh è ispirata ancora dal pensiero di Gandhi e si riferisce alla necessità di fondere insieme spiritualità e scienza. Questa fusione è anche un invito ad attuare una sintesi fra le virtù occidentali e quelle orientali. Essa mostra un ottimismo che proviene dalla stessa fiducia di Gandhi nella bontà dell'uomo.


Biografia di Ramjee Singh

Aforismi derivati da quest'intervista

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