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Interviste

Sergio Givone

Paganesimo e cristianesimo

30/11/1994
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Sergio Givone si attiene a una definizione filosofica di cristainesimo e paganesimo, per esaminare sia la loro opposizione che la loro "oscura solidarietà". Il paganesimo è una religiosità di "fedeltà alla terra", ovvero del rispetto e dell'ascolto della natura vista come limite ultimo. Le divinità altro non sono che forme della natura. Il cristianesimo al contrario non è una religione dell'immanenza ma della trascendenza. La natura è "buona" in quanto creata da Dio, che poi si è ritratto da essa lasciandola libera. Per questo la natura è solo la scena dell'azione del cristiano che non trova la sua giustificazione in essa, ma in un principio superiore: lo spirito. Il cristiano esce così dal mondo mitologico del pagano per entrare in un mondo storico, il mondo del progetto e della libertà. Filosoficamente anche il politeismo del paganesimo si spiega con l'immanenza alla natura, così come il monoteismo del cristianesimo si fonda sulla trascendenza di Dio. Givone nota una oscura solidarietà tra le due prospettive sotto forma di intrecci: l'idea del Dio-Uomo, Dio che si incarna, soffre, muore e risorge per l'umanità, ha un parallelo in Dioniso. Inoltre la tradizione cristiana ha ampiamente utilizzato categorie filosofiche del paganesimo. Si incontrano anche dei rovesciamenti: ad esempio il cristianesimo valorizza il corpo nel concepire la sua resurrezione, dove il paganesimo neoplatonico sostenne il distacco da esso, l'ascesi. Ciò dipende dal fatto che per il paganesimo, tutto interno alla natura, il concetto di libertà si limita a una "liberazione da". Invece carattere distintivo del cristianesimo è quella libertà che discende da una creazione lasciata essere da Dio: così che gli uomini sono creaturali - creati - ma anche creativi, "liberi di". Givone considera, come Nietzsche, il cristianesimo l'ultima religione, ma nel senso che è la religione che si sopprime come tale: religione dello ultimo sacrificio (del Dio-Uomo) che esaurisce ogni altro sacrificio; quella che accompagna l'uomo fuori dal mondo mitico per immetterlo nel mondo storico, in un progettodi salvezza storica. Perciò anche Givone ritiene che la secolarizzazione sia figlia del cristianesimo. Invece smentisce Nietzsche sul fatto che un vero pensiero o sentimento tragico non possa esservi nel mondo cristiano che rimanda a una salvezza ultramondana. E fa notare come nel concetto di peccato originale si ritrovi la coincidenza tragica di destino e libertà. Givone conclude trovando assieme elementi di emancipazione e di degenerazione sia nel politeismo - tollerante ma anche relativista - che nell'universalismo cristiano - liberatore o prevaricatore.


Biografia di Sergio Givone

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