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Interviste

Remo Bodei

L'idea di progresso

29/8/1988
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Per Bodei le scoperte geografiche ebbero un'enorme influenza nell'unificare in un unico processo tutte le popolazioni del globo. Si formò un sistema-mondo la cui mappa fu completamente disegnata. La dimensione globale distrusse culture e tradizioni locali, come ha ben colto Hölderlin, ma aprì la dimensione della storia, che diventa ora una sorta di tradizione artificiale, il cui progresso scatena opposte reazioni. Attualmente la storia non svolge più per Bodei una funzione di orientamento perché, come sostiene Koselleck, l'esperienza risulta ormai sempre meno connessa al passato. Il futuro è assai poco rappresentabile e l'uomo, rimesso al presente, non può che essere narcisista. Il mondo antico ha ipotizzato che il mondo si distruggesse periodicamente per poi rinascere. Con Agostino l'idea del progresso ha assunto connotati teologici. Solo nel Seicento si cominciò a credere nel progresso come processo lineare che vince la natura. Successivamente si acuì piuttosto la consapevolezza dei costi del progresso; attualmente per Bodei il progresso è piuttosto connesso alla tecnologia e si è invece sganciato dalla storia, che nelle tragedie recenti ha dimostrato di procedere anche in vicoli ciechi. Solo nel Settecento si profila il binomio progresso-ragione, che deve essere realizzato superando ogni ostacolo, attraverso rivoluzioni che ripercorrono idealmente l'esodo del popolo ebraico. Nell'Ottocento e nel Novecento l'idea del progresso è invece piuttosto connessa al problema della storia, di cui si afferma o si nega la processualità dopo il collasso del rapporto tra storia e ragione. La dialettica moderna è stata il tentativo di trasformare l'elemento negativo, la contraddizione, in fattore di sviluppo, proponendo un'idea di progresso tragica e conflittuale. Con Hegel l'astuzia della ragione permette il progresso dell'opera collettiva nonostante il dramma dell'individuo; successivamente, quando l'idea di sviluppo si separa dalla contraddizione, l'idea di progresso entra in crisi. La rivoluzione industriale ha modificato profondamente il senso del progresso perchè ne ha mostrato gli altissimi costi umani, producendo inoltre un effetto di accelerazione del tempo storico. La Rivoluzione francese ha avuto enormi riflessi anche nel trasformare l'immigrato politico in particolare attraverso l'idea di una fisica della rivoluzione pensata sul modello della legge dei gas, laddove il progresso avviene attraverso esplosioni successive, che legittimano la violenza rivoluzionaria e politica e guardano al modello dell'esodo ebraico. Attualmente è cruciale il problema del rapporto dell'idea di progresso alla natura. A questo proposito Bodei ricorda la concezione greca della meccanica come astuzia contro natura e come a partire dalla matematizzazione della meccanica da parte di Galilei si ha un dominio scientifico sulla natura che però ha ingenerato effetti perversi che il mondo contemporaneo deve controllare secondo una concezione non quantitativa, ma qualitativa del progresso.


Biografia di Remo Bodei

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