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Interviste

Paul Ricoeur

La filosofia di Cartesio

30/1/1987
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Per inquadrare l'ambiente nel quale opera Cartesio si deve considerare lo stato della scienza, più che il panorama religioso e politico, la Riforma infatti non rappresentò per lui un problema  e anche le critiche ai gesuiti si mossero sul piano filosofico dell'antiaristotelismo  Dalla centralità antica e medievale dell'essere e della sostanza si passa con Cartesio ad una centratura sul soggetto, anche la concezione della ragione è radicalmente diversa da quella classica . Quando si parla di soggetto non si intende comunque l'individuo, ma il soggetto razionale, importante è poi anche la distinzione tra ragione scientifica e ragione filosofica. Il 'penso, dunque sono' sembra banale, fondamentale è invece che questa certezza sia posta come verità prima, conquistata a partire dal dubbio  il 'dunque' non è la conclusione di un sillogismo, sigla invece un'intuizione: esisto pensando, in cui il 'cogito' mostra la sua evidenza . Ricoeur commenta quindi il problema del circolo che si verrebbe a creare tra 'cogito' e Dio, e distingue tra un 'cogito' forte, che sorge dal dubbio e pone Dio, e un 'cogito' debole, che è la fragilità stessa del pensiero, rinforzata da Dio ; non si tratterebbe di un circolo vizioso, piuttosto del cuore stesso del pensiero cartesiano, che non ha nulla a che vedere con il suo 'procedere mascherato'. Sarebbe una forzatura vedere in Cartesio il primo rappresentante dell'illuminismo, in realtà il suo tempo si caratterizzò per la vivacità intellettuale del dibattito teorico e religioso, lo stesso 'larvatus prodeo' si riferiva ad intenzioni pedagogiche, anche se certamente Cartesio giocò una partita assai complessa sul problema della grazia. Ricoeur spiega quindi l'idea cartesiana di dubbio metodico e di dubbio iperbolico; qui Cartesio si contrappone non solo al dogmatismo medievale, ma anche allo scetticismo del suo tempo, l'io penso è in fondo una risposta all'uno e all'altro . Si sottolinea quindi la crucialità del problema delle idee, rinvenendo un'ascendenza platonica ed una profonda differenza rispetto al pensiero di Bacone. Si tratta dello stesso platonismo di un Galilei, giacché sono le idee matematiche e fisiche a sorreggere il mondo nella quantità misurabile: con Galileo e la scienza moderna il mondo è infatti, platonicamente, una struttura più intellegibile che visibile, perciò Cartesio non si contraddice nel sostenere che le idee del pensiero sono la struttura del mondo  Ricoeur solleva poi il problema del dualismo tra il meccanicismo assoluto del mondo (attenuato da Leibniz con l'idea di forza) e l'anima: ma Cartesio attesta invece l'unità dell'uomo, insieme macchina e anima, anche se la sua teoria del parallelismo psicofisico scandalizzerà i suoi successori. La stessa filosofia contemporanea, per esempio con Carnap, ha tentato in proposito delle soluzioni neocartesiane; assai diversa fu invece la soluzione teologica di Malebranche o la problematizzazione del corpo da parte della fenomenologia . Con Heidegger si può certo individuare in Cartesio un sogno di dominio della natura, ma Ricoeur rimanda allora anche al Cartesio stoico e moralista del Trattato delle passioni , dove il meccanicismo del mondo è corretto dal dinamismo dell'anima nel presentare passioni quali lo stupore e il desiderio, di cui farà tesoro anche il pensiero successivo . Il suo è comunque un trattato della coscienza nella certezza del 'cogito' e non certo uno studio sull'inconscio, inoltre egli ha colto l'urgenza dell'azione, perciò ha cercato la rivoluzione e il conflitto nel pensiero e non nella morale . In ogni caso il Trattato delle passioni è per Ricoeur molto più che una morale provvisoria e d'altro canto ogni morale non può che considerarsi tale . La scelta di andare a Stoccolma dalla regina Cristina non è interpretata come tentativo di avere influenza politica, ma viene riferita a scelte personali, come dimostrano le lettere, tutte centrate su problemi esistenziali . Nell'esercizio del potere Cartesio individuò soprattutto il tema morale , egli fu in questo senso un moralista, non un politico, e considerò l'abitudine, la prevenzione e la precipitazione come fonti di errore, aggirabile sospendendo il giudizio nel dubbio: l'origine dell'errore è infatti per Cartesio in noi, non nel potere, alcune espressioni dell'illuminismo resteranno in questo cartesiane, come lo stesso Kant di Che cos'è l'illuminismo?, mentre solo in seguito si profilerà il progetto rivoluzionario . Per quanto riguarda il problema di Dio, la concezione cartesiana del tempo, connessa al 'cogito', portò all'assunzione di una creazione continua . Il tempo è la misura di un movimento colto da un'anima ed è perciò interiore pur essendo nella materia ; rispetto ad Agostino ed alla sua concezione di un tempo vivente, quella di Cartesio risulta una teoria dell'istante e della cesura . Una tale concezione del tempo attraversa la storia della filosofia da Platone a Kierkegaard -- come ha ben messo in luce Jean Wahl -- e in Cartesio è connessa all'istantaneità del pensiero, giacché il tema del tempo e dell'istante è collegato al problema dell'anima e della fragilità originaria del 'cogito' nel dubbio . Il Dio di Cartesio fa comunque parte di un sistema della certezza, mentre in Pascal è un Dio della carità : se lo spirito di geometria cartesiano ha trovato espressione soprattutto nell'ambito scientifico, lo spirito di finezza pascaliano si ritrova per Ricoeur piuttosto nella tradizione ermeneutica dell'interpretazione . Due grandi filoni della classicità non troverebbero invece alcun riscontro in Cartesio, il senso del poetico e la tradizione retorica, recuperate invece da Vico . L'eredità cartesiana nel pensiero contemporaneo si manifesta per Ricoeur comunque sia nell'ambito delle scienze naturali che in quello delle scienze umane, manifestando di nuovo il carattere dualistico della sua riflessione ; d'altronde la critica al meccanicismo e al determinismo fa ormai riferimento soprattutto a Leibniz e a Kant, che nella terza Critica riflette sull'organismo . Anche la fenomenologia husserliana ha ripreso da Cartesio il tema della soggettività, sviluppandolo nel senso dell'intenzionalità . Nel concludere, Ricoeur riflette infine sull'eredità cartesiana presente nell'ermeneutica e nella sua stessa posizione filosofica: resta valida, a suo parere, la centralità del 'cogito', ma il dubbio risulta approfondito ed esteso anche alle opere del pensiero, del tutto estraneo a Cartesio è invece il problema dell'alterità .

 

4 maggio 1993 Napoli -  Istituto Italiano Studi Filosofici


Biografia di Paul Ricoeur

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