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Interviste

Gianfranco Bettetini

I mass media

21/6/1996
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Per comunicazione, dice Gianfranco Bettetini, possiamo intendere uno scambio di sapere o di emozioni tra due persone o tra gruppi di persone o tra una persona e un gruppo in cui ci sia parità di ruolo tra chi trasmette e chi riceve e partecipazione a questo scambio comunicativo. Da questo punto di vista la comunicazione di massa non è una vera e propria comunicazione perché i recettori, gli utenti della televisione, della radio, dei libri, dei giornali non hanno la possibilità di rispondere con lo stesso potere di chi trasmette. Le comunicazioni di massa si sono sviluppate in stretto rapporto con l'industria culturale, spiega Ginfranco Bettetini: le comunicazioni di massa implicano una struttura industriale, ciò che producono sono dei beni sebbene si tratti di beni particolari che non rimandano a sé ma ad altro, ai valori, ai simboli che vengono a costituire l' immaginario collettivo. Gianfranco Bettetini approfondisce i rischi che la comuncazione di massa comporta: il rischio di messaggi ideologizzati, il rischio di persuasione e di fiducia irrazionale e di autoritarismo per la forte legittimazione sociali di cui i mass media godono, la creazione di un ‘mondo di simualcri’, e i rischi di manipolazione e mistificazione dovuti per lo più alla sovrapposizione di uno schema narrativo agli avvenimenti della realtà. Ma non ci sono solo rischi: i mass media usati correttamente danno informazione, sapere e socializzano: basta solo che mantengano un contatto esteso e approfondito con la realtà, che dichiarino il punto di vista da cui parlano e mantengano il più possibile il contatto con gli utenti, i quali da parte loro possono organizzarsi come avviene ad esempio già in Olanda e negli Stati Uniti. Le responsabilità politiche, etiche e culturali non sono infatti solo delle emittenti ma anche di chi riceve, per questo è importante la formazione dell' utente. Gianfranco Bettetini non crede che i nuovi media, come il televideo, il videotel, il computer graphcs, la realtà virtuale implichino automaticamente demassificazione, maggiore libertà e creatività, interazione. Consentono una maggiore interattività ma richiedono un grado di alfabetizzazione informatica notevole e altissimi costi.
Gianfranco Bettetini offre un quadro generale delle teorie interpretative dei mass media: dall'idea del cosiddetto ‘effetto ipodermico’, alle teorie dello ‘studio degli effetti’, alla scuola di Francoforte, agli ‘studi culturologici’ iniziati da Morin, ai ‘cultural studies’ americani e inglesi, per finire con la corrente che si è sviluppata negli ultimi anni sul cosiddetto ‘news backing’, concentrata soprattutto sull'informazione e le ultime ricerche derivate dalla microsociologia e dall'etnografia che tentano di capire cosa avviene dei messaggi trasmessi.

Milano, RAI - 21 giugno 1996


Biografia di Gianfranco Bettetini

Aforismi derivati da quest'intervista

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