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Interviste

Paul Virilio

L'integralismo tecnologico

6/9/1995
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Con la rivoluzione delle telecomunicazioni si assiste alla nascita di un mondo unico. Paul Virilio spiega che la storia delle società, che ieri veniva scandita dai tempi locali di un paese, viene fatta adesso dal tempo dell'instantaneità e dell'ubiquità. La nuova dittatura del "tempo reale" comporta un trauma: il tempo mondiale ha il sopravvento sullo spazio-tempo locale. E con le micro-tecnologie si prepara la terza rivoluzione: dopo quella dei trasporti innescata dalla Rivoluzione industriale, con la miniaturizzazione delle macchine la tecnologia si innesta sul corpo umano. La tecnica fagocita il vivente, l'uomo macchina è ora possibile. Con le nuove telecomunicazioni si supera la prospettiva dello spazio reale e si percepisce la trasparenza indiretta del video con il relativo raddoppiamento della realtà: quella immediata e la realtà mediatica. Inoltre con l'avvento delle banche-dati, la materia assume una terza dimensione. Accanto al concetto di massa e di energia, la materia è anche informazione. Virilio sostiene che il deposito di informazioni nelle banche-dati è una forma di capitalizzazione che può portare ad una atrofizzazione della memoria viva dell'uomo. La velocità delle onde elettromagnetiche produce inerzia. In passato l'uomo andava incontro all'informazione e ora questa"inerzia interattiva" rischia di far perdere all'uomo l'esperienza del viaggio. La comunicazione telematica ha prodotto una mutazione dell'urbanistica delle città. Al centro geometrico delle grandi città come luogo privilegiato della comunicazione, si sostituisce una Agorà telematica. Ma questa non è più un centro geografico e tutte le città reali non sono altro che la periferia di questo iper-centro delle telecomunicazioni. Virilio afferma che la sua critica alle reti telematiche non è una condanna al mondo del "cyber-spazio" ma un modo per mostrarne le contraddizioni. Innanzitutto la comparsa di una democrazia catodica, di una democrazia diretta che cambierebbe le modalità della partecipazione dei cittadini. Virilio descrive il successo di Berlusconi come una sorta di "colpo di stato mediatico". Le reti multimediali rischiano di finire in un regime di deregulation, e l'uomo collegato in rete non sa più dov'è. Certo è anche nello spazio reale, ma non è più nell'"hic et nunc", è qui e là al tempo stesso. Poi accanto agli integralismi religiosi si sta affermando quello tecnologico: il "cyber-cult". Infine Virilio lancia i suoi strali contro le autostrade elettroniche definite "supermercati elettronici", che stanno aprendo la porta ad un nuovo imperialismo culturale.

Biografia di Paul Virilio

Aforismi derivati da quest'intervista

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