Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
www.filosofia.rai.it
Search RAI Educational
La Città del Pensiero
Le puntate de Il Grillo
Tommaso:
il piacere di ragionare
Il Cammino della Filosofia
Aforismi
Tv tematica
Trasmissioni radiofoniche
Articoli a stampa
Lo Stato di Salute
della Ragione nel Mondo
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
Le biografie
I brani antologici
EMSF scuola
Mappa
© Copyright
Rai Educational
 

Interviste

Vincenzo Vitiello

Cristianesimo senza redenzione

25/3/1996
Documenti correlati


La temporalità ebraica, dice Vincenzo Vitiello, è tutta dominata dalla dimensione del futuro: Dio è un dio che si mostra di spalle, che sta sempre avanti, sempre a venire. A differenza del tempo ciclico dei pagani, l'escatologia ebraica inaugura un tempo lineare che sta all'origine dell'idea del mondo come storicità e, di conseguenza, di tutte le filosofie della storia. Vincenzo Vitiello spiega perché Hegel non avrebbe colto questo aspetto dell'ebraismo: per il filosofo tedesco il presente contiene in sé l'intera storicità, il futuro è in qualche modo già presentificato. In una prospettiva opposta sta Edmond Jabes con il suo radicale nichilismo e la sua concezione del futuro eternamente futuro che si rovescia in un passato eternamente passato, e che non può mai essere presentificato.
Vincenzo Vitiello parla, quindi, del rapporto tra messianesimo ed ermeneutica, tra esperienza del nomadismo ed ermeneutica, e del significato che assume in Nietzsche la metafora del ‘deserto che avanza’. Sottolinea la differenza tra l'esperienza greca della prossimità e quella ebraica della lontananza del divino: l' ambiguità della divinità greca che fa sentire l'uomo a casa nel mondo e nello stesso tempo rappresenta una minaccia per il mondo.Vincenzo Vitiello accenna brevemente al rapporto di Nietzsche con la grecità, all'eterno ritorno e all'amor fati, e spiega in che senso Paolo avrebbe tradito le parole di Gesù: Dio non si rivela mai totalmente, rimane sempre ‘absconditus’ anche a sé medesimo. Rivela quale è secondo lui il senso profondo della Croce - la ‘finitezza portata nel cuore dell'infinito’ - : l'esperienza dell'abbandono. Vincenzo Vitiello chiarisce l'accostamento tra Trinità e nichilismo, parla del cristianesimo dell'ultimo Heidegger, risponde alla domanda: pensare Dio, perché?, commenta le posizioni di Girard sul rapporto tra sacro e violenza e di Vattimo su nichilismo e secolarizzazione e la propria proposta di una morale dell'amicizia che nasca dalla consapevolezza del fatto che per quanto il male e il peccato siano inevitabili, noi non siamo solo male e peccato.

Biografia di Vincenzo Vitiello

Interviste dello stesso autore

Tutti i diritti riservati