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Interviste

Hans Georg Gadamer

Da Kant a Fichte; l'apertura del nuovo secolo

24/1/1999
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Per Hans Georg Gadamer l'intero sviluppo della filosofia moderna mirava a conciliare l'eredità del pensiero antico e medievale con le scienze. Era possibile dare nuove risposte agli enigmi dell'umanità che la metafisica risolveva in accordo con la teologia ? La risposta rivoluzionaria che Kant diede al problema spiega l'importanza del suo pensiero nella filosofia moderna. Kant afferma che la conoscenza è possibile solo grazie alla cooperazione delle scienze sperimentali con la ragione. I concetti hanno significato conoscitivo solo nei limiti dell'esperienza possibile, la metafisica oltrepassa questi limiti e difatti cade in contraddizioni. Un pensiero così innovativo era comunque in sintonia con un'epoca di grandi rivolgimenti politici e culturali.
Fichte seguì l'eredità kantiana in modo personale. Di umili origini studiò grazie a un mecenate. Chiamato come professore a Jena, nel 1794 scrisse la sua opera fondamentale, "Fondamenti dell'intera dottrina della scienza", su cui si basa tutto il suo lavoro successivo. Trasformò la filosofia kantiana cercando di mostrare che tutto è auto-dispiegamento della forza etica della ragione, cioè della dottrina della libertà. Il volere umano era l'unica condizione alla conoscenza, e nulla poteva sfuggire all'attività della coscienza: non ci sono fatti ma soltanto l'azione. Identificando esperienza e pensiero però Fichte cercava proprio di evitare la conciliazione kantiana delle scienze sperimentali con la metafisica. Elevando l'autocoscienza ad unico ed assoluto universo egli pose tutto in termini di "Io". Per ciò che non è "Io" puro, ma che da esso è sperimentato con la sua attività, parlò di "non Io" - la materia. Per questo Fichte non poteva accettare l'idea kantiana per cui si conosce solo il fenomeno e mai la "cosa in sé". Nella opera "Guida alla vita beata" egli formulò la versione più matura della sua dottrina, facendo subentrare il concetto di vita al posto del sapere.
In fondo Fichte è un continuatore conseguente di Kant nel senso che non tenne conto del suo ultimo e più enigmatico testo, la "Critica del Giudizio", non previsto dallo stesso Kant. Quest'opera si occupa del giudizio estetico come facoltà e di quello teleologico, ossia della possibilità di capire gli organismi naturali in base alle loro finalità. I due grandi temi dell'opera, la natura vivente ed il suo rapporto con la natura spirituale dell'uomo, fuoriescono dalla prospettiva di Fichte e fanno parte invece dei programmi di Schelling ed Hegel.

Biografia di Hans Georg Gadamer

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