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Interviste

Eugenio Lecaldano

Il problema della fondazione della morale nel XX secolo

10/11/1989
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Agli inizi del Novecento si realizza una vera e propria svolta nella ricerca di una fondazione della morale. Nel 1903, nei Principi di Etica Moore tenta di esaminare non tanto la natura umana o la struttura della volontà, ma il significato dei termini stessi impiegati nel giudizio morale per poi verificarne la legittimità. Accanto ad una teoria meta-etica, che si sofferma sulla definizione dei termini morali, si costruisce quindi un'etica normativa. Moore, ricorda Lecaldano, sostiene che si commetterebbe una "fallacia naturalistica" se si ritenesse la morale una scienza cognitiva, capace di asserzioni su fatti. L'etica non è una scienza descrittiva, fondata sull'essere, ma si articola sul piano delle scelte e delle decisioni del dover essere . Secondo Lecaldano l'etica contemporanea ha ormai definito la forma non "cognitiva" della morale proponendo però alcune soluzioni per poter individuare comunque una procedura che la legittimi. Lecaldano ricorda l'ottimismo radicale di Ayer senza condividerne le conclusioni sul giudizio morale inteso come quell'espressione di emozioni individuali, in cui è assente la riflessione sui doveri. Un'altra proposta è quella di Hare che insiste sulla universalizzabilità del giudizio morale. Lecaldano ricorda anche il modello contrattualistico di Rawls, evidenziandone però i limiti: Rawls confonderebbe il piano delle procedure contrattuali con quello etico relativo al carattere giusto o ingiusto delle procedure stesse. Lecaldano considera il tema dell'obbligatorietà della morale. Esistono motovazioni che rifiutano il linguaggio morale e qualsiasi cooperazione: Hobbes le definiva "stolte". Per convincerli del loro errore è possibile ricorrere ad un discorso calcolistico dimostrando che chi rifiuta il vincolo cooperativo non ottimizzerà mai le sue soluzioni.E' comunque rilevante ricercare quali siano le procedure utili a definire le soluzioni morali più adeguate facendo soprattutto riferimento al metodo di Hare. Lecaldano conclude ricordando che attualmente il filosofo morale non detiene più autorità nelle questioni etiche che devono essere affrontate da tutti. Gli intellettuali devono invece contribuire a delucidare il discorso con un lavoro di sistematizzazione delle pospettive secondo un atteggiamento razionale che contribuisca a costruire un'etica argomentativa capace di rinnovarsi.


Biografia di Eugenio Lecaldano

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