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Interviste

Francesco Barbagallo

La questione meridionale: origini storiche e problemi recenti

9/12/1991
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La questione meridionale e il «meridionalismo» sorgono in Italia dopo l'unificazione nazionale, allorché risalta la discrepanza tra un Mezzogiorno afflitto dal brigantaggio e un Nord in cui si afferma il mercato capitalistico . Villari è il primo, in particolare con le sue Lettere meridionali, a mettere in luce i problemi che derivano dall'unificazione; importanti furono anche le inchieste sul Mezzogiorno e sulla Sicilia condotte da Sonnino e Franchetti . Dal periodo borbonico alla seconda guerra mondiale il Mezzogiorno è stato una società prevalentemente agraria e senza alcuna imprenditorialità; la cesura avviene negli anni '40 e '50 in cui si svilupperà un ceto intermedio e le città, ma anche il fenomeno dell'emigrazione. Oggi, secondo Barbagallo, prevalgono nel Mezzogiorno caratteri superficiali di modernità che convivono con l'arretratezza, giacché non si è modificata sostanzialmente la struttura produttiva, né si è innescato un processo autonomo di sviluppo . La Cassa per il Mezzogiorno fu costituita su un modello americano di programmazione economica ma, come misero in risalto le sinistre paragonandola alla legislazione speciale dell'età giolittiana, ne risultò piuttosto il consolidamento e il controllo politico-sociale attraverso l'organizzazione del consenso . L'attuale espansione del Mezzogiorno non ha i caratteri dell'imprenditorialità di mercato; in questo senso la situazione è analoga all'Ottocento borbonico, parassitario rispetto alla corte, così come lo è oggi l'edilizia rispetto ai fondi pubblici . Indagini economiche, sociologiche e storiche dimostrano che l'eccessivo peso del potere politico è in realtà un ostacolo nella società meridionale; d'altronde anche la politica economica generale del Paese ha spesso utilizzato l'arretratezza del Mezzogiorno, per esempio nel 1907 per sostenere le grandi aziende del Nord; tuttora il sostegno al reddito e ai consumi del Sud serve ad accrescere il mercato delle industrie settentrionali . Già Nitti aveva auspicato un riequilibrio tra Nord e Sud in una prospettiva produttivistica, ma il sistema capitalistico favorisce piuttosto lo squilibrio; d'altronde in Italia la parte esclusa dallo sviluppo è assai ampia, con conseguenze destabilizzanti quali l'espansione della criminalità organizzata . Certamente occorre considerare, per Barbagallo, l'interazione tra la politica e la società civile: ma la politica non ha saputo progettare a suo parere lo sviluppo e l'espansione assistita è diventata incentivazione alla degenerazione del tessuto civile .


Biografia di Francesco Barbagallo

Aforismi derivati da quest'intervista

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