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Interviste

Paolo Rossi

Francesco Bacone

29/11/1994
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Francis Bacon ha fornito alla scienza nascente del '600 alcuni punti fermi ed una immagine di fondo, per cui va considerato per Paolo Rossi uno dei padri, con Cartesio e Galilei, della filosofia moderna. Assertore di una concezione che vede il mondo simile ad una macchina, considerava che la realtà vera perciò non apparisse come nei sensi ma che fosse composta di piccole particelle in movimento secondo certe leggi. In questo Bacon è vicino all'atomismo antico sebbene le sue particelle non somiglino agli atomi di Democrito. Voleva riformulare la storia naturale eliminando ogni aspetto mitico per una sua autentica descrizione. Egli vide la scienza come un sapere da ordinare sulla base delle facoltà - senso, memoria ed intelletto - e non più come il sapere enciclopedico medievale di tipo aristotelico ordinato gerarchicamente a modello d'un mondo gerarchizzato. Inoltre, in polemica con l'aristotelismo universitario dell'epoca e la tradizione magico-alchimistica, affermò che il sapere scientifico deve spingersi verso nuove conoscenze e fondarsi su prove di cui si pubblicizzano e si discutono i risultati. Come Cartesio critica l'anacronismo dello aristotelismo universitario, ma in senso storico, come un sapere antico non inferiore ma inadeguato a spiegare le mutate condizioni date dall'ampliamento dei confini del mondo.

Pur avendo prefigurato il carattere liberatorio, quasi salvifico, della tecnologia, Bacon non è il filosofo dell'età industriale poiché fondava il valore della scienza nella "carità" verso l'intero genere umano. Inoltre condannava la superbia intellettuale nella filosofia e nella scienza e invitava all'umiltà nel leggere "Il libro della natura". Tre invenzioni tecniche simbolizzano per Bacon il mutamento avvenuto nella vita degli uomini: stampa, bussola e polvere da sparo. Ma Rossi nota come egli avesse già il senso dell'ambiguità della tecnica quando osservava che essa può dare il male ed il rimedio. Ideatore con Cartesio del metodo scientifico, in particolare del metodo induttivo, il cui ruolo però Rossi vede sopravvalutato. Per prima cosa Bacon non lo considerava normativo ma solo una tecnica per rimediare agli errori connaturati ai limiti della mente umana - i famosi quattro gruppi di "idola". Inoltre il metodo non è stato mai applicato esattamente come si crede. In sintesi Bacon da empirista invitava a costruire ipotesi generali solo dopo aver descritto e classificato i fenomeni. Rossi vede estinguersi nella filosofia della scienza del '900 l'antibaconismo, e riconoscere che Bacon non credeva in una scienza fatta solo di fatti ne all'uomo dominatore della natura con la tecnica.

Firenze, abitazione, 29 novembre 1994


Biografia di Paolo Rossi

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