Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
www.filosofia.rai.it
Search RAI Educational
La Città del Pensiero
Le puntate de Il Grillo
Tommaso:
il piacere di ragionare
Il Cammino della Filosofia
Aforismi
Tv tematica
Trasmissioni radiofoniche
Articoli a stampa
Lo Stato di Salute
della Ragione nel Mondo
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
Le biografie
I brani antologici
EMSF scuola
Mappa
© Copyright
Rai Educational
 

Interviste

Gianni Vattimo

La filosofia e la critica della tecnologia

23/6/1993
Documenti correlati

Gianni Vattimo ripercorre le origini della critica alla tecnologia della civiltà industriale. Fu il positivismo, che la faceva da padrone nella seconda metà del XIX secolo, a magnificare in filosofia l'impatto della razionalizzazione industriale del lavoro che dilagava in tutti i settori della società. Questo processo viene criticato da personaggi come Wilhelm Dilthey che con il suo "Verstehen", la libera interpretazione dei fenomeni storici, spiega che la Storia non può essere oggetto di una spiegazione scientifica generale. Vattimo afferma che le avanguardie del primo Novecento come l'Espressionismo, il cubismo, il dadaismo e il surrealismo si configurano come ribellione dello spirito contro le catene della forma.

Il dramma della libertà dell'uomo, sempre più compressa negli ingranaggi di una società schematica,viene descritto nel libro "Essere e Tempo" da Heidegger. Il filosofo tedesco avanza l'ipotesi che la nostra cultura ha dimenticato l'essere che sembra disintegrarsi in quella che Husserl chiama l'"Ontologia regionale" delle scienze: l'Essere è ridotto all'oggettività scientifica, tutto il resto non è. Ma questo ha per l'uomo delle conseguenze devastanti: perché gli uomini non sono riducibili alla datità verificabile scientificamente come,invece,la scienza vorrebbe far credere prefigurando un uso anti-umano della tecnologia.Husserl nel suo libro "La crisi delle scienze europee" ribadisce che il binomio tecnologia-uomo pone dei problemi etici, politici e sociali dalle ripercussioni drammatiche.Nel Novecento gli epigoni del Positivismo,i neopositivisti ed i neoempiristi,non assumono una posizione acriticamente apologetica della scienza.Karl Popper,infatti,con il suo libro "La società aperta e i suoi nemici" mette la scienza al servizio di un discorso etico-politico.

Anche la scuola di Francoforte ha contestato i meccanismi della modernizzazione tecnologica che sono diventati oppressivi.Ne "L'organizzazione totale" di Adorno c'è l'idea che la razionalizzazione tecnologica della società comporti un rischio di un totalitarismo politico.Inoltre la tecnologia darebbe luogo per Adorno alla società del grande fratello.Ma quando,come oggi, la tecnologia diventa tecnologia della comunicazione-dice Vattimo-l'immagine del mondo non è più una ma è molteplice.Questo fa si che la potenza totalizzante dell'informazione porti con sé una sorta di antidoto permanente,cioè che non prendiamo più tanto sul serio l'informazione che ci viene fornita.

Napoli, Vivarium, 23 giugno 1993

Biografia di Gianni Vattimo

Interviste dello stesso autore

Tutti i diritti riservati