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- dallo Swif, una recensione di Vincenzo Cuomo sul libro di Robert Nozick "Puzzle socratici" -  Milano, Raffaello Cortina (Saggi, 15), 1999, pp. 462, lire 65.000, ISBN 88-7078-601-3.

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- L'articolo dell'Harvard
 University Gazette

- Robert Nozick: Against
distributive justice

- Robert Nozick: Why do
intellectuals oppose
capitalism?

Robert Nozick


Il 23 gennaio 2002 è scomparso Robert Nozick, uno dei più importanti filosofi di fine 20° secolo.
Nato a Brooklyn nel 1939, frequentò le locali scuole pubbliche, avvicinandosi in seguito alla filosofia dopo aver letto la Repubblica di Platone, che fu per lui una vera rivelazione intellettuale e di cui parlò in un suo libro del 1989, The Examined Life:
"Quando avevo circa 15-16 anni andavo in giro per le vie di Brooklyn con in mano un'edizione economica della Repubblica di Platone, tenendo la copertina rivolta verso l'esterno: ne avevo letto solo delle parti e l'avevo compresa ancora meno, ma mi sentivo eccitatissimo e sapevo che si trattava di una cosa meravigliosa.".
Nel 1959 si laureò presso il Columbia College e nel 1963 ottenne il Ph.D. dall'Università di Princeton. Dopo le prime esperienze di docenza a Princeton e alla Rockefeller University, Nozick divenne professore ordinario ad Harvard nel 1969. Nel 1985 diventò Arthur Kingsley Porter Professor of Philosophy e nel 1998 venne nominato Joseph Pellegrino University Professor.
Nel corso della sua carriera Nozick ha ricevuto molti premi e riconoscimenti, tra i quali la Presidential Citation della American Psychological Association (1998), che lo ha definito come "uno dei più brillanti e originali filosofi viventi". E' stato anche membro - tra gli altri - della American Academy of Arts and Sciences, della British Academy, della Guggenheim Foundation, del National Endowment for the Humanities e del Center for Advanced Study in the Behavioral Sciences.
Il pensiero di Nozick - che in gioventù ebbe simpatie per la sinistra radicale, attestandosi poi su posizioni sempre più liberali grazie soprattutto alla lettura di economisti conservatori quali Friedrich Hayek e Milton Friedman- è stato sempre caratterizzato da una forte eterogeneità di argomenti e di interessi, incentrandosi in particolar modo sulla filosofia politica. Tra i suoi lavori ricordiamo soprattutto il suo primo libro, Anarchia, Stato e Utopia, scritto nel 1974 in polemica con Una teoria della giustizia di John Rawls, in cui quest'ultimo poneva l'attenzione sul welfare state, spiegando perché lo Stato doveva assumersi la responsabilità di ridistribuire la ricchezza in favore dei poveri e degli svantaggiati. Contrariamente, Nozick affermò che i diritti dell'individuo sono primari e che non c'è bisogno di nulla più che uno "Stato minimo", ossia di uno Stato appena sufficiente a proteggere i cittadini dal furto e dalla violenza e ad assicurare l'applicazione dei contratti.
Anarchia, Stato e Utopia vinse il National Book Award e venne definito dal Times Literary Supplement come "uno dei 100 libri più importanti del dopoguerra". Il tutto contribuì a trasformare il suo autore da un giovane professore di filosofia noto solo all'interno del suo ambito lavorativo, nel riluttante teorico di un movimento politico nazionale e nel leader putativo della destra, un ruolo in cui non si trovò mai a suo agio.
Nonostante la notorietà assicuratagli da Anarchia, Stato e Utopia, nel suo secondo libro - Spiegazioni filosofiche (1981) - Nozick esplorò un territorio assai differente, prendendo come oggetto di ricerca ciò che, a suo parere, molti filosofi accademici tendevano ad accantonare, ovvero il contrasto tra libero arbitrio e determinismo, la natura dell'esperienza soggettiva, l'indagine sul perché c'è qualcosa invece che il nulla. Nell'affrontare tali argomenti, Nozick rigettò l'idea di una definitiva prova filosofica, preferendo adottare la nozione di "pluralismo filosofico", secondo cui non è possibile abbandonare o accantonare tutte le diverse opinioni filosofiche mutuamente incompatibili. La filosofia è il contenitore di tutte queste opinioni ammissibili, senza eccezioni, un contenitore che però può essere ordinato tramite criteri di coerenza e adeguatezza.
Caratterizzato da un pensiero eclettico ed ampio, Nozick seguì nell'insegnamento lo stesso stile vivace ed eterogeneo dei suoi scritti. I suoi corsi non trattarono mai dello stesso argomento, con una sola eccezione: il corso dal titolo "Le cose migliori della vita", svoltosi nel 1982 e nel 1983, con il quale cercò di costruire una teoria generale dei valori desumendola dai discorsi svolti in classe. Era solito descrivere il suo metodo didattico come un "pensare ad alta voce", preferendo un approccio di tipo discorsivo rispetto alla presentazione di teorie e spiegazioni già pronte.