Televisione e violenza.

Nel caso della televisione, secondo Karl Popper, non si può distinguere nettamente tra educazione ed informazione, poiché ogni informazione infatti è già scelta di significati e pertanto responsabilità educativa, di cui gli operatori devono essere consapevoli; nella difesa di una pretesa imparzialità dell'informazione non ci si può appellare del resto a valori pretestuosamente liberali. La scelta di mostrare troppe scene di violenza può avere effetti deleteri e giungere alla distruzione del tessuto civile. Popper parla anche dei criteri della limitazione dei poteri e del controllo della libertà da parte della legge. Sul modello dell' Ordine dei medici, Popper propone la fondazione di un «Istituto per la televisione»

>> Vai all'intervista