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[Compiti a casa]

[Le domande degli studenti]


Simona e Roberta ci chiedono un  commento a  questo passo di Paul Ricoeur

... nel momento stesso in cui i nostri tre maestri del sospetto, Marx, Nietzsche e Freud, trovano la loro convergenza positiva essi offrono alla fenomenologia del sacro e a ogni ermeneutica come meditazione del senso e come reminiscenza dell'essere la piu' radicale contrapposizione...

 

Paul RicoeurNel suo importante lavoro Dell'interpretazione. Saggio su Freud  (1965), Ricoeur pone la sua attenzione su tre figure intellettuali chiave della riflessione filosofica del nostro secolo:Marx, Nietzche e Freud.

Questi tre autori  convergono nella ricerca  dell'autentico significato dei fenomeni culturali, e nel mettere in evidenza  la  struttura profonda della realtà, criticando l'idea di un "soggetto" assoluto  razionalmente orientato  e di una coscienza razionale trasparente a se stessa (proprio, ad esempio,  della tradizione cartesiana). 

La differenza tra questi tre pensatori   sta nella diversa individuazione di questa struttura profonda;  che risiede secondo Marx  nella struttura economica, per Nietzsche nella volontà di potenza e  per Freud nell' inconscio

«In questa scoperta di un livello profondo di significato, prerazionale e inaccessibile alla coscienza dello stesso autore di un testo, consiste il messaggio più importante di Marx, di Nietzche e di Freud: Ricoeur per questo li chiama i "maestri del sospetto", per sottolineare la loro comune attitudine a ricercare l'autentico significato dei fenomeni culturali  in una struttura profonda nascosta alla coscienza del soggetto. Ricoeur però se da una parte condivide la critica di questi pensatori all'idea  di una coscienza razionale trasparente a se stessa e fonte di ogni certezza, d'altro lato non ritiene che il semplice richiamo a una struttura profonda possa esaurire e risolvere i problemi dell'interpretazione.»

La dimostrazione di ciò è data dall'analisi del concetto di  simbolo e la rivalutazione della fenomenologia del sacro proposta da Rudolf Otto.

«I simboli sono dotati sia di una referenza linguistica immanente, sia di una pluralità di referenti di carattere religioso, mitico e poetico; 

il "mare"  dei vecchi miti babilonesi significa più della massa d'acqua che può essere vista dalla riva. Il "levar del sole"  di un poema di Wordsworth  significa più del semplice fenomeno metereologico.

Ogni tentativo di traduzione in termini concettuali del simbolo è destinato a rimanere incompleto, in quanto si radica nella più intima esperienza degli uomini, nella loro più profonda dimensione esistenziale; in questo risiede ad esempio, secondo Ricoeur , la forza della "fenomenologia della religione" proposta da Rudolf Otto : quando lo studioso tedesco afferma il carattere di potenza, di potere, di forza proprio del sacro, egli mette in guardia contro tutte le riduzioni linguistiche della mitologia, e ci consente di varcare " la soglia di un'esperienza che non s'inscrive entro le categorie del logos".

L'ermeneutica del simbolo configura il linguaggio non come strumento di comunicazione e sistema di segni che rinviano a significati univoci, ma come produzione di simboli e metafore, che trovano il loro senso nell'esistenza

«Il punto di arrivo di queste riflessioni di Ricoeur non è l'esaltazione della dimensione prelingustica e prerazionale dei fenomeni culturali, la proposta del filosofo  francese è che le diverse interpretazioni debbano essere poste a confronto e, a determinate condizioni rivelino aspetti importanti e complementari dell'attività simbolica dell'uomo. »

Per Ricoeur la comprensione di un testo (e più in generale dei fenomeni culturali che trovano espressione nei prodotti dell'ingegno umano) è il risultato delle spiegazioni che le discipline interpretative (dalla psicanalisi alla critica letteraria alla fenomenologia della religione) ci offrono di esso.

 

Riferimenti bibliografici:

Giacché, Tognini ,  La Filosofia Storia e Testi Vol. 3, La Nuova Italia, 1996

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