cc
vai al sito dell'EMSF
La Città del Pensiero
Il Cammino della Filosofia
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
.
Le biografie
.
I brani antologici
.
Le puntate de Il Grillo
Aforismi
.
RAI Educational
SAT
Trasmissioni
radiofoniche
Articoli a stampa
.

vai al sito di RAI Educational

 

 

 

 

 

 

 

[Compiti a casa]

[Le domande degli studenti]

Gabriele ha scritto: Filosofia politica: pensiero "liberale". Prima del momento "legge della giungla", tutti contro tutti, esiste un momento di parità fra gli individui ? Cioè: prima di cominciare a sbranarsi, gli individui partono da una base comune?

PrometeoNarra Protagora che gli dei, quando plasmarono le stirpi mortali, affidarono a Epimeteo e Prometeo il compito di distribuir loro le facoltà, e che Epimeteo le spese tutte per le specie animali, tanto che, giunto al genere umano, non aveva che dargli. Prometeo allora rubò a Efesto e a Atena la perizia tecnica e il fuoco per darli agli uomini; ma questi vivevano sparsi e perivano uccisi dalle fiere, perché non avevano l'arte politica: e quando tentavano di radunarsi, si recavano offesa tra loro. Allora Zeus inviò Hermes a portare agli uomini rispetto e giustizia, perché la specie umana non perisse: Hermes gli chiese se dovesse distribuirli a tutti, o solo ad alcuni: "A tutti, rispose Zeus, e che tutti ne partecipino; ché se solo pochi li avessero…le città non potrebbero esistere" (Platone, Protagora 322 d 2-4).


Il mito di Protagora, in cui riecheggiano posizioni democritee (cfr. I Presocratici. Testimonianze e frammenti, a cura di G. Giannantoni e altri, Laterza, 1981, pp. 742-44), parzialmente ripreso da Giovanni Pico della Mirandola, nel grande mito che apre il De hominis dignitate, riveste un significato simbolico decisivo. Al di là dell'esaltazione della democrazia si afferma che, per quanto riguarda la specie umana, è assurdo parlare dello stato di natura: nell'uomo ciò che è naturale non è umano, e ciò che è umano non è naturale. Non vale per l'essere umano il principio scolastico operari sequitur esse, ma quello dialettico esse sequitur operari; o, se si vuol scegliere la terminologia esistenzialistica, nell'uomo l'esistenza precede l'essenza (cfr. J. P. Sartre, L'esistenzialismo è un umanismo, Milano, 1982). Non è forse fuori luogo ricordare le famose parole di Marx sul lavoro alienato nel sistema di produzione capitalistico: "il risultato è che l'uomo (il lavoratore) si sente libero ormai soltanto nelle sue funzioni bestiali, nel mangiare nel bere e nel generare…e che nelle sue funzioni umane si sente solo più una bestia. Il bestiale diventa l'umano e l'umano il bestiale" (K. Marx Manoscritti economico-filosofici del 1844, in Opere filosofiche giovanili, Editori riuniti, Roma, 1963, p.197)


Dunque, quando ci si richiama a un ipotetico stato di natura si vuole in realtà eternare in un mitico passato senza tempo o la propria condanna della società presente (Hobbes) o il proprio modello di società futura: "[…] non è impresa da poco sdipanare ciò che vi è d'originario e d'artificiale nella natura attuale dell'uomo, e conoscer bene uno stato che non esiste più, che forse non è affatto esistito, che probabilmente non esisterà mai […]" (J. J. Rousseau, Discorso sull'origine dell'ineguaglianza tra gli uomini, Garnier, Paris 1961, p. 35). Comunque, è proprio Rousseau a richiamarsi a un originario stato di natura, caratterizzato dall'assoluta innocenza e uguaglianza tra gli esseri umani: "non concluderemo soprattutto con Hobbes, che, per non avere alcuna idea della bontà, l'uomo sia per natura malvagio; …né che in virtù del diritto che si attribuisce con ragione sulle cose di cui ha bisogno, si immagini follemente d'essere il solo proprietario di tutto l'universo… questo stato è perciò il più propizio alla pace e il più adatto al genere umano" (J. J. Rousseau, op. cit., p. 57).


Appare evidente, leggendo queste righe, o i passi dedicati da Hobbes nel Leviatano allo stato di natura - troppo estesi per poterli qui citare anche solo parzialmente (T. Hobbes, Leviatano, a cura di G. Micheli, Firenze, 1976, pp. 117-139, passim) - che i due pensatori proiettano sullo stato di natura le categorie giuridico-politiche della ragione secentesca e di quella illuministica, attribuendola agli uomini primitivi, operazione giustificabile solo alla luce delle considerazioni su esposte.


Se poi si vuol uscire dall'ombra del mito e tentare un'operazione scientificamente attendibile, allora la difficoltà della ricerca apparirà in tutta la sua ampiezza. Seguendo il pur superato Engels (F. Engels, L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato, Roma, 1955, pp. 27-60, passim) a quale momento di sviluppo dell'umanità ci si dovrebbe riferire: a uno dei tre stadi dello stato selvaggio, a quelli della barbarie, o che altro? E che valore rivestono, oggi, le vituperate teorie di Bachofen e Morgan? O, venendo ai nostri giorni, fino a che punto sono attendibili le ricerche di Lévi-Strauss? Forse conviene seguire quanto suggerito nell'Antropologia strutturale: "l'etnologia non può rimanere indifferente di fronte ai processi storici e alle espressioni più profondamente coscienti dei fenomeni sociali. Ma, pur prestando loro la stessa attenzione appassionata dello storico, tende, con una marcia regressiva, a eliminare tutto ciò che essi devono all'avvenimento e alla riflessione…in questo senso la celebre formula di Marx: "gli uomini fanno la loro storia, ma non sanno di farla", giustifica, nel suo primo termine, la storia, e nel secondo l'etnologia" (C. Lévi-Strauss, Antropologia strutturale, Milano, 1966, pp.35-36).

Oltre ai testi citati nella scheda, è indispensabile consultare come inizio anche le seguenti opere:
J. Locke: Saggi sulla legge naturale, Bari, 1973;
J. Locke: Due trattati sul governo, Torino, 1960
J.J Rousseau: Il contratto sociale, in Scritti politici, Laterza, 1971;
N. Bobbio: Da Hobbes a Marx, Napoli, 1964;

Sull'antropologia culturale, si può iniziare da:
M. Harris: L'evoluzione del pensiero antropologico, Bologna, 1971.

Per approfondimenti: Aforismi, Etienne Balibar, Lo "stato di natura" di Spinoza, Guy Besse, Il contratto sociale in Rousseau

Torna all'indice delle domande