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ACCADUEO
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Brevi considerazioni su "Accadueo,
l'avventura d'imparare"
Un film, per quanto rudimentale come il nostro, non deve essere
spiegato dall'autore se non tramite le immagini, le musiche e le
parole da cui è composto. Quindi, consapevole dell'autorete
che sto per commettere, ecco la spiegazione.
L'acqua è l'elemento che lega le parti del film. L'acqua
che riflette e fa riflettere, che fornisce uno specchio deformante
in cui vedere noi stessi e il mondo, che mette a repentaglio le
nostre certezze estetiche.
L'avventura. Quale parola è più lontana dalla
scuola? E quale è più necessaria alla natura di un
adolescente? Oltrepassare la superficie per pensare in profondità,
usare la cultura come strumento per vivere in modo consapevole le
esperienze può essere fonte di emozioni.
Imparare a leggere, a riconoscere, a lavorare con i nuovi media
oggi è indispensabile. Navigare attraverso i codici, i tempi,
la logica dei linguaggi con cui si comunica. Tracciare correlazioni
tra libro, rete, film al di là dell'aspetto tecnico, per
riaffermare la centralità della cultura come mezzo per capire.
Barca a vela e filosofia: entrambe si staccano dalla costa,
apparentemente ferma, affrontano la mutevolezza e l'imprevisto,
ci proiettano in un mondo instabile e oscillante che non si fa mai
dominare completamente. Non si adattano alla banalità artificiosa
della linea retta, costringono a continui ripensamenti, che in apparenza
allontanano dalla meta. Chi affronta il mare aperto del pensiero,
se non si limita ad una avventura virtuale fatta di nomi e teorie,
in cui tutto trascorre davanti agli occhi ma nulla tocca veramente,
deve affrontare lo stupore che è all'origine della filosofia,
la paura del cambio di prospettiva, l'obliquità delle cose,
per approdare arricchito d'una nuova consapevolezza al punto da
cui è partito.
Prof. Giulio Tortello insegnante di
Scienze Sociali - Liceo "Sandro Pertini" di Genova
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