|
Platone
è il primo filosofo della storia
a sostenere che la vita, dono
di un artefice divino che da
proprietario ne decide anche
il destino, è un principio assoluto,
inviolabile; un principio che
deve essere guida di tutte le
azioni e decisioni che "scorrono"
nell'esistenza degli uomini.
.
|
Platone
anticipa l'idea cristiana della vita,
che è sacra perché donata
da Dio e al quale va restitutita obbedendo
alle sue leggi. Come il mantello che
nella Bibbia è la metafora della
vita, dato in prestito all'uomo fino
al suo ultimo giorno, quando deve riconsegnarlo
al legittimo proprietario. E non può,
l'uomo, col suicidio decidere di anticipare
questa scadenza.
|
|
|
|
La
vita è sacra?
Puntata
del 21 maggio 2001
La
ricerca di una risposta a questo interrogativo
coinvolge sia il proprio credo, sia le problematiche
legate alla bioetica, la disciplina che dagli
anni '70 si occupa della vita, del suo nascere
e del suo finire. E' Dio il genitore e padrone?
O l'uomo?
Platone,
grazie al suo difensore D'Agostino, sostiene
che la vita è un bene in sé ed è sacra perché
appartiene agli dei. Seneca, rappresentato da
Viano, controbatte affermando che ha valore
soltanto se buona e sono gli uomini, i quali
possono disporne come desiderano, a decidere
se è degna di essere vissuta.Due
tesi a confronto per il nostro sito delle idee,
su cui appoggiare il piacere di una riflessione.
.
Vuoi provare a ragionare con noi?
|
|
|
La
vita appartiene agli uomini
|
|
|
Seneca
riconosce che la "patria comune"
di tutti gli uomini è la terra,
e che l'amore, la socievolezza,
sono forze razionali e naturali.
In questa prospettiva, i fruitori
della vita sono anche i proprietari
di quella vita, e possono deciderne
il futuro in autonomia. Per
lui, filosofia è ricerca della
virtù e pratica della libertà.
.
|
Per
Seneca, la virtù s'incarna nell'attiva
partecipazione sociale e in una concreta
sollecitudine e amicizia per tutti gli
uomini, uniti nello sforzo di liberazione
dai mali fisici e morali. Il bene non
è vivere, ma vivere bene, sentenzia.
Ed è lo stesso Seneca ad accettare
il suicidio pur di evitare la condivisione
dell'ingiustizia pubblica e privata.
|
|
|